Muore la dottoressa Natale, donati gli organi

24 Gennaio 2021

L’ultimo gesto d’amore dei familiari del medico chirurgo: aveva 68 anni. I funerali oggi alle 15

SULMONA. Muore a causa di un’emorragia cerebrale e la famiglia dona gli organi rispettando le sue ultime volontà. Continuerà a vivere nella quotidianità di tante persone che riceveranno i suoi organi Luigina Natale, medico-chirurgo, donna forte e altruista. La dottoressa si è spenta venerdì all’ospedale San Salvatore dell’Aquila e la famiglia ha dato l’assenso per l’espianto. La 68enne, che da tempo soffriva di alcune patologie, era stata ricoverata nella struttura ospedaliera del capoluogo dove poi ha avuto una emorragia celebrale che le è stata fatale.
Donna forte e innamorata del suo lavoro, era stata per diversi anni impegnata a Roma come medico chirurgo e poi era tornata nella sua Sulmona per la meritata pensione. Trascorreva la sua vita quotidiana circondata dall’affetto delle sorelle Rosetta, Anna, Katia e Cinzia, del fratello Filippo dei nipoti che l’adoravano e dei tanti amici.
Il suo desiderio era sempre stato quello di aiutare gli altri e per questo i familiari non hanno esitato quando, dopo aver compreso che non c’era più nulla da fare, gli è stata posta la domanda se volevano acconsentire alla donazione degli organi. Facendo fede alla sua volontà, le sorelle e il fratello hanno dato il consenso. Così l’equipe medica ha proceduto all’espianto del fegato e dei reni nonché delle cornee.
«Un gesto d’amore e tu eri una persona dal cuore grandissimo», ha scritto Monia Rozzi, una sua amica, per ricordarla. La salma della dottoressa Natale è stata trasferita ieri nella casa funeraria Caliendo-Celestal di Sulmona dove c’è stato un mesto via vai di amici e parenti che hanno voluto stringersi al dolore dei familiari più stretti che sono voluti rimanere al fianco della loro amata Luigina per tutto il giorno.
I funerali si terranno oggi alle 15 nella chiesa di San Francesco di Paola. Alla luce delle normative per il contrasto al coronavirus saranno ammessi in chiesa non più di 60 persone. (e.b.)
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