Muore magazziniere di 36 anni: un anno fa precipitò dalla finestra

Amedeo Pace si è spento in una struttura riabilitativa della costa teramana dove era in cura Fu trovato a terra dopo un volo dall’abitazione, le cause dell’incidente non sono state mai chiarite
L’AQUILA. Il suo giovane cuore ha lottato per oltre un anno. Poi ha ceduto, di schianto, nella notte tra lunedì e martedì. Si è spento così Amedeo Pace, operaio 36enne, che nell’ultimo periodo era ospite di una struttura riabilitativa sulla costa teramana. Qui era stato trasferito dall’ospedale San Salvatore per le conseguenze di un grave incidente di cui era stato vittima a metà maggio dell’anno scorso.
IL GIALLO. Amedeo era precipitato, in piena notte, da una finestra della sua abitazione che si trova nella frazione di Sassa Scalo. A causa dell’oscurità nessuno si era accorto sul momento dell’incidente, per il quale non sono neppure risultati testimoni oculari. Il suo corpo era stato notato quando si trovava riverso sull’asfalto già da un po’. L’allarme, dunque, non era scattato immediatamente. Non appena segnalata la presenza del giovane a terra, sul posto erano arrivati un equipaggio del 118 e una pattuglia della squadra Volante della polizia per i soccorsi e i rilievi del caso. Gli accertamenti avevano escluso il coinvolgimento di altre persone nell’incidente. La caduta aveva assunto così i contorni del giallo. In base a quanto emerso dai rilievi, il giovane avrebbe perso l’equilibrio precipitando dalla finestra per motivi su cui si era concentrata l’attenzione dei poliziotti. Gli agenti, nelle ore successive al ritrovamento del giovane, avevano infatti raccolto testimonianze ed elementi anche tramite le immagini di telecamere di videosorveglianza per dare una spiegazione all’incidente. Le cause, però, non sono state chiarite fino in fondo.
IL RICOVERO. Le condizioni di Pace, che nell’ultimo periodo era magazziniere alla Edimo di San Demetrio ne’ Vestini, ma in passato aveva lavorato anche alla LFounfry di Avezzano, erano state giudicate gravi dai medici. L’impatto con il terreno era stato attutito da qualcosa che ne aveva frenato la caduta, ma il giovane era stato comunque ricoverato in Rianimazione con prognosi riservata. Amedeo, nell’urto con l’asfalto, aveva riportato diversi traumi, in particolare alla testa, per cui era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Le sue condizioni successivamente erano state considerate in miglioramento, tanto che il giovane era stato trasferito in Neurochirurgia. Durante la degenza in questo reparto, però, erano sopraggiunte complicazioni per le quali si era reso necessario lo spostamento nella struttura riabilitativa dove il suo cuore ha smesso di battere per sempre.
L’ULTIMO SALUTO. Oggi alle 15.30, nella chiesa di San Sisto, zona dove risiede la famiglia, amici e conoscenti si uniranno al cordoglio del padre Osvaldo, della madre Luciana e degli zii Angelo e Vincenzo Di Benedetto, nel rito funebre che sarà celebrato dal parroco, padre Giovanni. Insieme rivolgeranno ad Amedeo l’estremo saluto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

