Museo archeologico, affidato il progetto

5 Maggio 2020

Un altro passo significativo per il restauro del complesso di Santa Maria dei Raccomandati, l’impegno è di 10 milioni

L’AQUILA. Piccolo, ma significativo, passo avanti per la ristrutturazione e il restauro del complesso di Santa Maria dei Raccomandati che si trova in corso Vittorio Emanuele.
Con una recente determina dirigenziale è stata stabilita la procedura per «l'affidamento dei servizi di progettazione dello studio di fattibilità tecnico economica, di progettazione definitiva ed esecutiva, direzione dei lavori, coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione e in fase di esecuzione». Dallo schema contabile allegato alla determina si deduce che per i lavori sono impegnati (e già disponibili) oltre 10 milioni di euro, le spese per la progettazione si aggirano sul milione e mezzo di euro e un milione di euro è riservato alla fornitura arredi e allestimento museale. I fondi per la progettazione furono stanziati dal Cipe nel 2017. L'anno dopo sempre il Cipe deliberò il resto del finanziamento (il totale fa oltre 15 milioni). L'edificio Santa Maria dei Raccomandati – che in passato è stato sede anche di uffici comunali – avrà la destinazione a museo, che era stata stabilita sin da prima del terremoto del 2009. Addirittura l'inaugurazione ufficiale dello spazio espositivo era stata fissata al 23 aprile del 2009. Il museo (che sarebbe stato un vero e proprio fiore all'occhiello nel cuore del centro storico) avrebbe raccontato, attraverso reperti ed epigrafi, il territorio aquilano dalla Protostoria fino all’urbanizzazione di epoca romana. In particolare sarebbe stato possibile “visualizzare” l’evoluzione del popolamento della Conca aquilana grazie a reperti databili alle età del bronzo e del ferro provenienti da corredi funerari e “ricostruire” la vita quotidiana in epoca romana e amiternina attraverso le epigrafi e le iscrizioni che raccontano usi e costumi delle popolazioni del tempo.
Naturalmente quella inaugurazione non ci fu. Tra l'altro la struttura ha subìto danni importanti a causa del terremoto. I tanti tesori selezionati dalla Soprintendenza archeologica provenienti da numerosi scavi effettuati negli anni pre sisma furono trasferiti ed esposti presso altre strutture della regione. Anche le teche sono state recuperate e riutilizzate (alcune per l'allestimento della parte archeologica del Museo della cultura sorto nella frazione di Onna nel dopo terremoto). La progettazione dovrà chiaramente tenere conto della destinazione a museo archeologico. In una intervista al Centro, che risale al 2016, l'archeologa Rosanna Tuteri disse che «il mantenimento del progetto originario non è più pensabile oggi, anche perché non sarebbe possibile sfrattare tutti quegli oggetti che hanno trovato una collocazione e visibilità in altre sedi. Ma abbiamo ancora molto materiale da poter utilizzare anche alla luce degli importanti ritrovamenti saltati fuori dalle recenti indagini di tipo archeologico venute fuori con la ricostruzione”. Insomma se possibile il “nuovo” museo potrà “raccontare” anche le tante cose belle emerse “a causa” del terremoto del 2009.
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