Museo archeologico, ecco il piano per Santa Maria dei Raccomandati

Ad aprile 2009 era pronto per l’apertura, ma il terremoto ha bloccato tutto. Adesso si riparte Oltre alle sale di arte antica previsti un’aula polivalente per incontri, una caffetteria e un ristorante
L’AQUILA. Le vetrine erano state montate, i pannelli già stampati, i reperti selezionati. Il 6 aprile 2009 erano persino state installate le sedute, posizionate le lampade da tavolo sulle scrivanie e scelti gli arredi: era praticamente tutto pronto per l’inaugurazione del museo archeologico all’interno dell’ex convento di Santa Maria dei Raccomandati, lungo corso Vittorio Emanuele, in pieno centro. Uno dei tanti progetti cancellati con un colpo di spugna dal terremoto. A quasi 13 anni da quella terribile notte, inizia a prendere forma un nuovo progetto museale, all’interno dello stesso complesso. È stata firmata nei giorni scorsi, infatti, la determina per l’approvazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica del consolidamento e restauro dell’ex convento. Si tratta di un atto che prelude alla redazione dei progetti definitivo ed esecutivo, necessari per la realizzazione dei lavori, per un importo complessivo di circa 12 milioni.
DA CONVENTO A MUSEO
L’ex convento delle Celestine di Santa Maria dei Raccomandati è stato trasformato in museo per la prima volta nel 1924 per ospitare i reperti degli scavi archeologici nella vallata dell’Aterno iniziati nell’800 e poi arricchirsi di collezioni private e reperti degli altri scavi di Amiternum, Fossa, Coppito. Più volte sede di uffici, negli anni ’90, l’ex monastero doveva tornare alla funzione museale qualche settimana dopo il terremoto per rispondere all’esigenza del territorio di conservare e valorizzare i tanti reperti archeologici dell’Aquilano.
ARCHEOLOGIA, MA NON SOLO
Con gli anni, intanto, il progetto del 2009 è stato rimodulato e modificato in molte parti, seppure alcuni arredi di quella che doveva essere l’esposizione del 2009 sono stati salvati. Il museo a Santa Maria dei Raccomandati secondo il nuovo progetto vedrà l’esposizione di “una collezione permanente di archeologia e arte antica, con la possibilità di utilizzo di una sala polivalente per incontri e conferenze, una caffetteria che offrirà l’occasione di una sosta con vista sui tetti della città e dello scorcio della cupola di San Bernardino”.
LIBRERIA E CAFFÈ LETTERARIO
Nel dettaglio il progetto prevederà “l’implementazione della funzione museale con attività strettamente connesse, come le attività commerciali, che rendano più appetibile la visita allo stabile. Intenzione dell’amministrazione è l’insediamento al piano terra del complesso, nei locali che si affacciano sul Corso, di spazi commerciali tipo bookshop e artshop, che propongano una selezione di libri, cataloghi e oggetti in linea con le attività proposte. I locali situati alla destra dell’ingresso principale saranno utilizzati come desk, biglietteria e guardaroba. In adiacenza, sarà previsto un Caffè letterario”.
RISTORANTE E DIDATTICA
“Sarà strategico anche ripristinare il ristorante già presente nel precedente allestimento che possa creare un volàno all’attività del museo, ma che possa essere utilizzato al contempo in maniera autonoma”, si spiega nel progetto. Altro obiettivo “sarà l’attività di divulgazione rivolta al sistema scolastico di ogni ordine e grado”.
IL LETTO D’OSSO
Una volta pronto il museo archeologico, potrebbe tornare in città anche il noto letto d’osso della tomba 520 di Fossa, rinvenuto nel 2000 e recentemente al centro di una mostra nella capitale. Uno straordinario esemplare di letto funerario con raffigurazioni di Ercole e il leone nemeo sul fulcrum (cuscino) e con sulle gambe probabilmente Triton, attribuito alla bottega del maestro di Aveia. Uno straordinario reperto che da anni ormai aspetta di rientrare in città.

