Museo ceramiche, proposta per aprire

2 Ottobre 2018

Arbace (direttrice del Polo museale): «Troveremo insieme soluzioni condivise col Provveditorato alle opere pubbliche»

L’AQUILA. «Sono pienamente disponibile a trovare soluzioni condivise con il Provveditorato alle opere pubbliche in modo da permettere l’apertura della sala espositiva nei locali dell’ex convento di San Domenico».
La direttrice del Polo Museale d’Abruzzo, Lucia Arbace, alla luce della notizia pubblicata dal Centro sul museo delle ceramiche chiuso per colpa della burocrazia, è intenzionata a trovare il modo per rendere fruibile il piccolo museo, pronto da anni e aperto solo in occasione delle ultime giornate di Primavera del Fai.
La collezione non è mai diventata visitabile a causa di un problema burocratico: di proprietà dello Stato, è in consegna al Provveditorato opere pubbliche, che ha curato il restauro del convento oggi sede della Corte dei Conti, ma che non può gestire direttamente la sala, perché non rientra nelle sue competenze. Il piccolo museo, ospitato in quella che nel Settecento doveva essere una chiesetta dalla confraternita di San Sebastiano, resta dunque chiuso da anni in attesa che si individui un ente, pubblico e privato, che possa gestirlo. «Nel periodo in cui ero ancora Soprintendente per i beni storico artistici etnoantropologici dell’Abruzzo, quando ancora non era aperto il museo dell’Aquila, avevo dato la disponibilità a mettere a disposizione del personale e a fare una convenzione con il Provveditorato opere pubbliche per aprire la struttura in alcune ore e in alcuni giorni della settimana stabiliti», spiega Arbace. «Poi questa proposta, di cui avevamo discusso a voce, non ha avuto nessun seguito. È comunque ancora possibile trovare una soluzione, basta parlarne. Ho dato piena disponibilità in tal senso. Certo è che per lasciare i reperti ceramici in quella stanza bisogna verificarne le condizioni», continua la direttrice. «Fortunatamente la maiolica non si altera, ma sarebbe giusto permettere alla cittadinanza di fruire il prima possibile di questa bella collezione».
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