Museo del cinema apre a Bazzano

Inaugurata la cineteca intitolata all’attrice paganichese Maria Pia Casilio
L’AQUILA. «Il cinema è magia che poi ti costringe a pensare. Questo non è un museo, ma un luogo dove vogliamo regalare questa magia». Così Carlo Di Stanislao, presidente dell’Istituto cinematografico Lanterna Magica, ha inaugurato ieri il Museo delle Arti e dei mestieri del cinema nella Biblioteca provinciale «Tommasi». Il museo raccoglie solo una parte dell’ampio patrimonio della Lanterna Magica, creata 30 anni fa da Gabriele Lucci: quadri fotografici, bozzetti di grandi costumiste del cinema italiano, macchinari, e oggetti appartenuti all’attrice aquilana Maria Pia Casilio cui è stata intitolata la cineteca. All’inaugurazione presente la figlia, l’attrice Francesca Rinaldi. «Questo spazio», ha detto, «è di grande interesse. Un museo del cinema è sempre un fatto raro, e che accada all’Aquila è di grande importanza, mia madre ne sarebbe stata felice». Per il Mibact presenti Maria Giuseppina Troccoli, dirigente Direzione generale Cinema e il funzionario Chiara Fortuna. «Il ministero», ha spiegato Troccoli, «da quasi vent’anni sostiene con fondi ordinari l’istituto Cinematografico dell’Aquila, poi dopo il 2009 gli sforzi sono aumentati. Una nuova linea d’intervento è quella di Arcus che ha reso possibile questo museo, poi ci sono quelle gestite dalla presidenza del Consiglio, cui noi abbiamo partecipato, volte al restauro delle apparecchiature, all’acquisto di macchinari e alla catalogazione». Il patrimonio da gestire è di rilievo, come la cineteca Casilio, considerata la quarta in Italia per qualità e importanza, con oltre 1500 film, di cui 1000 in 35 mm, gli altri in 16, conservati in un locale climatizzato a Collemaggio. «Abbiamo ora una struttura mobile che ci consentirà molto presto di portare qui i film, che con un nuovo macchinario passeremo al digitale così da poterli mostrare agli studenti», ha spiegato Pierluigi Rossi, responsabile della cineteca e braccio operativo della Lanterna Magica insieme a Manuela D’Innocenzo e Giovanni Chilante, altri 4 lavoratori al momento sono in cassa integrazione. Il Museo è stato possibile anche grazie alla donazione di Marco Reato, figlio di Aquino, pioniere, negli anni ’50, del cinema all’aperto. Dal suo lavoro arrivano un proiettore 35 mm a manovella del 1900, uno del 1920 e uno del 1930 a carbone, o ancora uno 70 mm degli anni 70, e due rarità primo novecento: proiettori Pathé Baby con pellicola forata al centro. All’inaugurazione presenti gli assessori alla Cultura del Comune, Betty Leone, e della Provincia, Emilio Cipollone, la soprintendente Lucia Arbace e la direttrice della biblioteca Maria Concetta Ruffo.
Barbara Bologna
©RIPRODUZIONE RISERVATA

