Musica e impegno Così rivive l’antico Emiciclo

Successo per lo spettacolo notturno di Cristicchi su De André Ieri l’arrivo della marcia attraverso le terre “mutate” dal sisma
L’AQUILA. L’Emiciclo torna a essere uno spazio vivo aperto alla città. Sabato sera, più di mille spettatori si sono ritrovati ammaliati nel primo spettacolo della ottava edizione dei Cantieri dell’immaginario, mentre ieri mattina gli spazi rimessi a nuovo hanno fatto da sfondo alla tappa finale della Lunga Marcia per le Terre Mutate, percorso a tappe di 200 chilometri che ha portato i partecipanti da Fabriano all’Aquila attraverso le terre devastate dai terremoto del 2009 e da quelli del 2016-2017.
L’altra sera Simone Cristicchi ha portato in scena “La buona novella” di Fabrizio De André, nell’allestimento del Teatro Stabile d’Abruzzo con la collaborazione di ArtistiAssociati, I Solisti Aquilani, la ProgOrchestra Accademia Naonis di Pordenone e il Coro del Friuli Venezia Giulia-Giovani, e gli arrangiamenti di Valter Sivilotti.
Ieri mattina i partecipanti alla Lunga marcia nelle Terre Mutate, viaggio-evento partito da Fabriano lo scorso 27 giugno, hanno trovato ad accoglierli, sempre all’Emiciclo, il quartetto dei Solisti Aquilani composto da Marino Capulli, violino; Vanessa Di Cintio, violino; Luana De Rubeis, viola e Giulio Ferretti, violoncello. Gli organizzatori hanno annunciato la trasformazione della Lunga Marcia da evento una tantum in un vero e proprio cammino nelle terre mutate, un itinerario di turismo lento da percorrere a piedi e in bici in tutte le stagioni dell’anno percorrendo tra l’altro il Parco nazionale dei Monti Sibillini e il Parco Gran Sasso-Laga.
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