Musica e preghiere dal balcone: c’è lo stop

Bloccata l’iniziativa di padre Alberto e del dj Renatino per rallegrare la gente a casa. La polizia interviene dopo un esposto
SULMONA. L’invito è quello di restare a casa magari affacciandosi dal balcone per seguire la musica e ascoltare le parole di padre Alberto Cicone, frate francescano della vicina parrocchia di San Francesco di Paola. Musica e preghiera sono gli ingredienti essenziali dell’appuntamento che ormai ogni giorno propone in via Ettore Troilo, nel popoloso quartiere di viale Mazzini il giovane dj Renatino Di Lisio. Come già nella sua lunga esperienza di animatore di feste in discoteca, grazie alle sue attrezzature professionali, Renatino riesce a diffondere musica in tutta la zona, per tenere sollevati gli animi in questo momento delicato per tutti. Un’iniziativa lodevole, quella del giovane dj sulmonese che però non è piaciuta a tutti tanto che per due giorni di seguito è intervenuta la polizia per fermare la musica scatenando la reazione dei residenti che hanno contestato l’arrivo degli agenti rumoreggiando con pentole e coperchi. A intervenire, ieri a mezzogiorno, sono stati prima gli agenti del commissariato e subito dopo quelli della polizia locale che avrebbero constatato la regolarità dell’iniziativa intimando al giovane a moderare il volume della musica. «Tutto il quartiere è al fianco di Renato che ogni giorno ci dona un momento di spensieratezza e felicità», afferma Mario, pensionato di via Troilo, «purtroppo c’è qualcuno cui non gli sta bene. Quello che ci meraviglia è che continuano a venire le forze dell’ordine a dire di smettere e a identificare tutte le persone. Un’iniziativa che stanno facendo anche in campo nazionale ma qui a Sulmona, evidentemente è vietato». Ma Renatino già protagonista di una puntata della Corrida televisiva, non si è perso d’animo e ieri pomeriggio, alle 18 in punto ha acceso il suo amplificatore regalando nuovamente un quarto d’ora di musica e spensieratezza a tutto il vicinato.
«Non stiamo facendo nulla di male se non portare qualche minuto di allegria in un momento in cui tutte le famiglie stanno affrontando una dura prova per combattere il diffondersi del coronavirus», dice Renatino, «disturbare le forze dell’ordine per far cessare un’iniziativa che sta facendo l’Italia intera significa non aver compreso l’importanza che questo momento di aggregazione può costituire per le persone già duramente provate. Per quel che mi riguarda io continuerò a diffondere musica e con l’aiuto di padre Alberto, a portare una parola di conforto nelle case del quartiere perché con il virus dobbiamo sconfiggere anche l’intolleranza e l’indifferenza».
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