Nasce il Giardino delle Giuste e dei Giusti

Cerimonia al Convitto per ricordare chi si prodigò per salvare ebrei ed ex prigionieri inglesi e slavi
L’AQUILA. Amalia Agnelli, i fratelli Annina e Luigi Santomarrone, il giovanissimo Giulio Aleandri, morto all’età di 17 anni. Sono i nomi delle “Giuste e dei Giusti” a cui, ieri mattina, con una cerimonia, è stata dedicata una targa e un piccolo arbusto, nel giardino del Convitto nazionale “Domenico Cotugno” in via Ficara. «Un non-giardino di una non-sede», come ha voluto sottolineare la preside della scuola, Serenella Ottaviano. A fianco ai nomi di questi uomini e donne, che nel corso della Seconda guerra mondiale si prodigarono per salvare e proteggere ex prigionieri inglesi e slavi, nonché ebrei perseguitati, ci sono anche quelli dell'attivista brasiliana Marielle Franco, uccisa nel 2018 per il suo impegno nella difesa dei diritti umani, e il bibliotecario maliano Abdel Kader Haidara, il quale nel 2012 organizzò il salvataggio di oltre 350 mila antichi manoscritti della cultura islamica dalla violenza iconoclasta delle milizie fondamentaliste jihadiste.
Il “Giardino delle Giuste e dei Giusti” del Cotugno è però solo “temporaneo”, in attesa di essere messo a dimora sul piccolo spazio verde che fiancheggia l’ingresso della scuola di via Carducci, a Pettino, chiusa dopo le note vicende giudiziarie. «Questi Giardini sono presenti in tutto il mondo: sono spazi pubblici, luoghi di memoria ma anche di incontro e di dialogo, in cui organizzare iniziative rivolte a studenti e cittadini per mantenere vivi gli esempi dei Giusti, non solo in occasione della dedica dei nuovi alberi, ma durante tutto l’anno» ha spiegato il promotore dell’iniziativa, David Adacher, insegnante del Cotugno e membro dell’Istituto di Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea, con cui è nato il progetto. «In Abruzzo questo è il primo giardino all’interno di una scuola. Ci auguriamo di poter vedere crescere i frutti di questi alberi in una sede definitiva». La cerimonia di ieri, in occasione della Giornata europea dei Giusti, istituita dall’Unione europea per il sei marzo di ogni anno, ha visto anche la presenza di Carlo Fonzi presidente dell’Istituto della Storia della Rresistenza e di Massimiliano Nardocci, vicedirettore dell’Ufficio scolastico regionale e si è conclusa con l’esecuzione del brano “Il seme dell’umanità”, composto da Francesco Serone, uno studente del Liceo musicale, che per l’occasione ha diretto l’orchestra della scuola. I nomi dei Giusti e delle Giuste sono stati scelti da un comitato composto dallo stesso Adacher, insieme alla docente Anna Lucia Bonanni, alla studentessa Sara Ramzi, a Gilberto Marimpietri e Riccardo Lolli. (m.c.)
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