Nasce il museo all’aperto dell’Altopiano d’Abruzzo

FOSSA. L’Ufficio speciale di Fossa, diretto da Raffaello Fico, nei giorni scorsi con una determina ha “girato” al Comune di Navelli (capofila del progetto) 1,8 milioni di euro, ovvero l’anticipazione...
FOSSA. L’Ufficio speciale di Fossa, diretto da Raffaello Fico, nei giorni scorsi con una determina ha “girato” al Comune di Navelli (capofila del progetto) 1,8 milioni di euro, ovvero l’anticipazione del 20% (il totale previsto è 9 milioni) per l’avvio dell’intervento denominato “Pit-Altopiano d’Abruzzo: un museo all’aperto”. Il progetto era stato approvato nell’ambito del programma di sviluppo Restart (che si appoggia sui fondi calcolati al 4% di quelli complessivi che lo Stato stanzia per la ricostruzione privata e pubblica). Questo dell’Altopiano d’Abruzzo è uno degli otto Pit (progetti integrati territoriali) previsti, uno ogni area omogenea dei comuni del cratere.
IL PROGETTO
L’intervento “Altopiano d’Abruzzo” fu approvato giusto un anno fa dal comitato di indirizzo del Programma di sviluppo Restart che si occupa della coesione territoriale e della ripresa socio-economica delle aree compite dal terremoto del 2009. I 9 milioni sono destinati ai comuni di Navelli, soggetto capofila, Caporciano, Carapelle Calvisio, Prata d'Ansidonia e San Pio delle Camere. «È un risultato importante che si inserisce, da un lato, nel solco dell’attività quotidiana che ci vede impegnati nel creare le condizioni per ridurre il divario tra aree urbane e fortemente antropizzate e piccoli centri», disse 12 mesi fa l’allora assessore regionale, oggi senatore Guido Liris, «per raggiungere l’agognato traguardo di offrire le stesse opportunità a chi decide di restare, tornare o scegliere di vivere nei paesi. Dall’altro lato, un progetto tanto ambizioso vuole far fare il salto di qualità dal punto di vista dell’incoming turistico a un’area di particolare pregio che ha già dimostrato di essere attrattiva oltre i confini regionali».
L’OBIETTIVO
L’obiettivo è quello di creare un “rinnovato sistema di offerta per intercettare i turisti che cercano l’autenticità durante una vacanza, identificando un modello nuovo di percezione del paesaggio: un museo all’aperto che mette in relazione le dimensioni della natura e del costruito, instaurando un dialogo con i luoghi e le comunità custodi delle risorse». Si punta alla costituzione di «un sistema turistico per la fruizione di itinerari naturali, culturali e religiosi, raccontando il paesaggio e i segni tracciati dalla natura e dall’uomo e dando la possibilità ai visitatori di scoprire elementi della storia dell’umanità di borghi, castelli e siti archeologici».
IL DETTAGLIO
Il Pit «intende valorizzare i siti di interesse culturale in un’area storicamente punto di snodo dei tratturi L’Aquila-Foggia e Centurelle-Montesecco». A Navelli è previsto il recupero a giardino pubblico dell’area del parco archeologico, parte integrante del centro storico, a San Pio delle Camere il recupero del castello recinto, mentre a Prata d’Ansidonia la valorizzazione del sito archeologico di Peltuinum. Saranno potenziate le infrastrutture a servizio delle chiese di Bominaco, Caporciano e Santa Maria dei Centurelli. A Carapelle Calvisio sarà migliorata la fruizione del Centro per la conservazione e valorizzazione delle varietà agronomiche tradizionali dell’Appenino. Il progetto è completato da altre azioni di promozione del territorio.
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