Nasce una task force per accelerare i tempi

Previsti pagamenti veloci per le imprese e smaltimento pratiche arretrate Biondi: «Dodici tecnici incaricati e intesa con l’Associazione dei costruttori»
L'AQUILA. Pagamenti più veloci per le imprese che lavorano alla ricostruzione post-sisma. Il Comune ha attivato una task force di tecnici, in tutto 12 unità, per smaltire le pratiche arretrate relative all'istruttoria dell'ultimo Sal (Stato di avanzamento lavori). Attualmente, l'attesa per ottenere il saldo è di circa un anno. E in dodici mesi, a cantiere concluso e con fornitori e lavoratori da pagare, la maggior parte delle ditte va in affanno di liquidità. È questo uno dei primi provvedimenti targati “amministrazione Biondi”, frutto della sollecitazione dell'Ance, che ha consegnato al sindaco un dossier delle priorità relative a ricostruzione e urbanistica.
L'altra novità riguarda la possibilità di demolire e ricostruire, anche nel centro storico dell'Aquila e delle frazioni, gli edifici in muratura. L'amministrazione sta lavorando ad una modifica dell'articolo 46 del Piano regolatore generale, che consentirà, a parità di contributo, la demolizione degli stabili non vincolati: opzione riservata, finora, solo alle abitazioni costruite in cemento armato.
PAGAMENTI SUBITO. Dodici mesi, anche più. Questa l'attesa media delle ditte edili impegnate nella ricostruzione, per incassare l'ultimo Sal, dopo aver chiuso il cantiere e presentato la relativa documentazione. Troppo, per l'Associazione costruttori che, in un incontro con il sindaco Biondi e la giunta, ha sollecitato procedure più snelle e tempi rapidi. «Abbiamo attivato una task force per garantire liquidità alle imprese», conferma Biondi, «l'intento è coniugare l'esigenza dei controlli con la necessità di velocizzare la procedura di erogazione delle somme dovute. Ho chiesto al capo dipartimento ricostruzione, Vittorio Fabrizi, di impiegare maggiori risorse per accelerare l'erogazione dei Sal».
LA TASK FORCE. Dodici tecnici si occuperanno, in via straordinaria, di esaminare la documentazione presentata dalle imprese, che attesta la regolarità e la conformità dei lavori, per procedere all'erogazione dell'ultimo Sal. È sulla coda finale dei lavori, quella più consistente anche economicamente, che si arena la macchina della ricostruzione. «Un provvedimento», spiega Biondi, «che fa parte del piano per velocizzare la ricostruzione».
«Il problema», fa notare il presidente dell'Ance, Ettore Barattelli, «riguarda, in particolare, il terzo Sal e le pratiche sorteggiate per i controlli a campione stabilite per legge, per i quali è prevista una verifica approfondita. In questi casi, l'attesa per il saldo è di circa un anno».
SÌ ALLE DEMOLIZIONI. C'è una seconda richiesta posta all'attenzione del Comune dall'Ance e già recepita dall'assessore all'Urbanistica, Luigi D'Eramo. «Abbiamo ritenuto opportuno riproporre al Comune la richiesta di una variante al Prg, che consentisse la demolizione e ricostruzione, nei centri storici, degli edifici in muratura», sottolinea Barattelli. È allo studio degli uffici tecnici del settore urbanistica una modifica alla norma 46 del Prg, che verrà portata in consiglio comunale per il via libera definitivo. Il provvedimento prevede che anche gli edifici in muratura, non vincolati, possano essere demoliti e ricostruiti, a parità di contributo spettante e nel rispetto dei parametri architettonici vigenti. «Questo significa avere delle abitazioni sicure», fa notare Barattelli, «con la possibilità di realizzare parcheggi interrati». L'Ance parla di «tanti piccoli provvedimenti, adottati dall'amministrazione, che vanno nella direzione del sostegno alle imprese che lavorano alla ricostruzione».
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