Navelli, una giunta di soli uomini

19 Novembre 2020

L’opposizione segnala al prefetto la mancanza di un assessore donna 

NAVELLI. I tre consiglieri di minoranza di Navelli hanno segnalato alla prefettura che il sindaco da poco rieletto, Paolo Federico, nel comporre la giunta (primo cittadino, un vice e un assessore) non ha nominato nessuna donna «contravvenendo così a una precisa norma». Nella nota Luigi Torlone, Giulia Giampietri e Filomena Santucci segnalano «la violazione del principio della rappresentanza di genere nella composizione della giunta municipale. Si allega, a tal proposito, il decreto del sindaco di nomina della giunta in cui si evince che non c'è stato lo svolgimento da parte del primo cittadino di preventiva e necessaria istruttoria preordinata ad acquisire le disponibilità allo svolgimento delle funzioni assessorili. Laddove non sia possibile nominare una donna, occorre infatti un'adeguata motivazione sulle ragioni della mancata applicazione del principio di pari opportunità così come specificato dalla circolare del ministero dell'Interno del 24 aprile 2014. Nella scorsa consiliatura lo stesso sindaco ha nominato una giunta completamente al maschile. Tale provvedimento è già stato oggetto di un esposto al prefetto in data 10 luglio 2015. Nel riscontro all'esposto, il sindaco di Navelli comprovava la necessaria e preordinata attività istruttoria facendo riferimento soltanto a generici incontri e consultazioni non riscontrabili in nessun documento ufficiale depositato alla segreteria del Comune da cui faceva seguire che non sono emerse posizioni di genere femminile interessate a ricoprire tale ruolo. Anche ora, come detto, si è nuovamente proceduto alla nomina della giunta senza minimamente preoccuparsi della norma. Nella lista del sindaco erano candidate tre donne, di cui due non elette, a cui non è stato chiesto (formalmente) se volessero ricoprire il ruolo di assessore. Per non parlare della possibilità di ricorrere ad altre elettrici come prevede la legge. Confidiamo in vostro tempestivo intervento capace di ripristinare non solo il principio di non discriminazione delle donne ma il più generale principio di legalità», concludono i tre consiglieri. (g.p.)
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