Negativi gli ultimi 30 tamponi eseguiti

Ma i sindaci di Sulmona e Pratola lanciano l’appello al rispetto delle regole del distanziamento e all’uso delle mascherine
SULMONA. Giornata di tregua, quella di ieri, sul fronte dei contagi a Sulmona e in Valle Peligna. Gli esiti dei trenta tamponi eseguiti nei giorni i scorsi hanno dato esito negativo. Una buona notizia che giunge in un momento in cui la preoccupazione e la tensione in città e nei paesi del circondario, sono salite alle stelle. Tanto che i sindaci di Sulmona e Pratola Peligna hanno lanciato appelli affinché tutti i cittadini rispettino le regole del distanziamento e indossino la mascherina, anche e soprattutto in questo weekend di Ferragosto per la prevista invasione di turisti in Valle Peligna. Alberghi tutti pieni e anche nell’area camper di Sulmona non ci sono più posti disponibili con i caravan costretti a parcheggiare nel piazzale esterno.
Intanto ieri mattina, nonostante la carenza di personale, i medici dell’Unità speciale di continuità assistenziale hanno continuato a eseguire tamponi, iniziando dal terzo giro previsto al Centro di accoglienza di Ponte d’Arce dove sono ancora tre i migranti tunisini positivi. «L’auspicio è che tutti risultino liberi dal virus», afferma il sindaco di Pettorano sul Gizio Pasquale Franciosa, «così da consentire al centro di accoglienza di riprendere la sua normale attività in attesa della nuova destinazione per i migranti». E sono stati sottoposti a tampone anche i parenti dei bambini che hanno partecipato all’ormai famosa festa di compleanno del 22 luglio scorso, da dove si sospetta sia partito il focolaio che attualmente preoccupa soprattutto Sulmona e Pratola Peligna. Ad oggi sono 11, tra cui tre minori e due 19enni, le persone rimaste contagiate dal coronavirus. Due sono ricoverate nel reparto Covid dell’Aquila e sembrano avviate verso la completa guarigione mentre tutte le altre sono in quarantena vigilata in attesa della negativizzazione. Subito dopo Ferragosto dovrebbero arrivare i risultati degli ultimi tamponi, e solo allora si potrà capire se il focolaio peligno potrà dirsi definitivamente circoscritto.
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