«Negozi da riaprire in sicurezza E gli sgravi fiscali non ci bastano»

21 Aprile 2020

Tutte le associazioni di categoria dettano le condizioni in vista della ripresa delle attività Stilato un documento da consegnare alla Regione. Il commissario: Comune pronto a recepire

AVEZZANO. Negozi aperti in sicurezza: per Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato, Cidec, Fiva e Anva, la chiave di volta della fase 2 dell’epidemia coronavirus, ovvero la riapertura delle serrande, con tributi sospesi, spazi aperti e sostegni a tutti i livelli di Stato, Regione e Comune, passa attraverso la «fiducia da saper trasmettere ai consumatori: devono entrare negli esercizi con tranquillità sapendo che si è fatto del tutto per garantire la sicurezza». La sfida per provare a risalire la china appena il governo aprirà la fase 2, infatti, è quella di riportare in auge un vecchio spot: il piacere di fare la spesa.
DOCUMENTO. «Vanno ridefiniti i piani operativi adeguati alla nuova situazione», hanno messo nero su bianco Giuliano Montaldi, Carlo Rossi, Francesco D’Amore, Lorenzo Angelone, Giovanni Cioni e Roberta Masci, nel documento girato al commissario prefettizio, Mauro Passerotti, mirato a condividere un percorso per provare a voltare pagina appena possibile.
FIDUCIA DA RECUPERARE. «Siamo consapevoli», dicono, «che si tratterà di una riapertura lenta e difficile, poiché non possiamo aspettarci che le famiglie recuperino la fiducia persa all’improvviso e che i consumatori tornino ad avere la possibilità di fare la spesa. La programmazione delle riaperture deve quindi partire da subito, individuando i requisiti minimi per gli esercizi che operano direttamente con il pubblico: sistemi di sanificazione; di ricambio dell’aria; attrezzature sanitarie minime; strumenti per evitare l’ingresso a chi non rispetta le regole. Occorre pianificare anche la riorganizzazione di piazze, vie e spazi destinati al commercio. La sicurezza sanitaria va garantita a vasto raggio».
SANIFICAZIONE. Prima di aprire le porte al pubblico, infatti, gli operatori dovranno bonificare i locali, dotarsi di guanti e mascherine e sistemi di distanziamento. Il governo ha previsto un credito d’imposta del 50% – fino a massimo 20 mila euro annui – per la sanificazione: le associazioni hanno chiesto alla Regione di aumentare il contributo fino al 75% come credito d’imposta o erogazione diretta. «È necessario», aggiungono i rappresentanti delle varie categorie produttive, «concedere un voucher di 5mila euro alle aziende in regola sulla sicurezza, aggiornate al coronavirus, per l’acquisto dei dispositivi di protezione mirati a eliminare i rischi da esposizione ad agenti biologici nei luoghi di lavoro».
TASSE. Sul punto le associazioni chiedono al governo chiarezza e trasferimenti di fondi ai Comuni, per metterli nelle condizioni di adottare riduzioni a vantaggio di cittadini e imprese. «La sola sospensione di Tari, Tosap e altri tributi», sottolineano, «rende cupo l’orizzonte delle piccole imprese. Per questo esortiamo i Comuni ad azzerare i tributi per i periodi di mancata attività, con l’aggiunta di una forte riduzione per i mesi di riapertura, quando la quantità di rifiuti conferita sarà inferiore e l’utilizzo del suolo pubblico sarà meno redditizio a causa del distanziamento sociale e l’assenza dei flussi turistici».
LOCAZIONI. Altra nota dolente per le associazioni è la questione degli affitti pagati per i locali con le serrande chiuse. «Sono necessarie misure concrete», proseguono, «la cedolare secca e un credito d’imposta per i locatori che rinuncino ai canoni nel periodo di chiusura e applichino una riduzione del 50% per i 24 mesi successivi. È utopistico pensare che le imprese possano far fronte ai costi di locazione contrattati prima dell’emergenza».
LIQUIDITÀ. Il commissario Passerotti ha dato disponibilità piena a stipulare una convenzione con l’ente nazionale del Microcredito con l’apertura di uno sportello in città. «La formula ideale», concludono, «potrebbe essere la concessione di prestiti di piccolo taglio (massimo 20mila euro) a tasso vicino allo zero, che si può auto-alimentare col meccanismo del fondo rotativo».
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