Negozi in centro Arrivano i soldi

Il bando da 20 milioni per il rientro delle attività economiche Può accedere anche chi è tornato nel cuore della città nel 2014
L’AQUILA. Come i motori della Formula 1: aspettano solo il semaforo verde. Lo accenderà la Regione la prossima settimana, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, del bando europeo “Fare Centro”, che mette a disposizione 20 milioni di euro fino al 2018, con la possibilità di rifinanziamento, per chi vuole riaprire un’attività esistente prima del sisma o una nuova attività, commerciale o professionale, nei centri storici dell’Aquila, delle frazioni e dei comuni del cratere.
SEMAFORO VERDE. L’atto finale di “Fare Centro” è stato presentato ieri mattina in un’affollatissima sala Celestino V a Palazzo Silone, dal vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, insieme al sindaco di Castel del Monte, Luciano Mucciante, dal direttore del Dipartimento regionale per i Rapporti con l’Europa (nominato tre mesi fa), Vincenzo Rivera, alla presenza della senatrice Stefania Pezzopane. E la partecipazione di molti rappresentanti del mondo sindacale, del commercio e degli ordini professionali. Tutte categorie interessate al bando, tutti partner con cui la Regione si è interfacciata per arrivare a stilare un «bando condiviso», come ha sottolineato Lolli.
«Abbiamo ascoltato tutti e raccolto pareri», ha sottolineato Lolli, «il bando è atteso da tempo, la gente aspetta. È la prima volta che si mette in campo questa iniziativa e ne abbiamo il copyright, visto che il ministro ci ha chiesto una copia del bando per riproporlo anche in altre città d’Italia».
MILIONI... RETROATTIVI. Fino al 2018 ci sarà un primo finanziamento di 20 milioni di euro. «Il bando sarà retroattivo, fino al 2014», ha precisato Lolli, «ovvero chi è rientrato nel centro storico con l’attività dal 2014 in poi può accedere al bando “Fare Centro”. Per chi è rientrato prima non può accedere, ma se ha investito soldi per cambiare attività o spostarsi da un’altra parte, come è accaduto per qualche attività commerciale, dal 2014 in poi, può partecipare».
AFFITTI E VERTIGINI. Una particolare attenzione è stata riservata al capitolo affitti. Su questo aspetto il sindaco Massimo Cialente è stato esplicito: «Abbiamo incontrato le federazioni e i sindacati dei proprietari e abbiamo deciso che i costi degli affitti, almeno per i primi tre anni e poi da rivedere, dovranno essere calmierati. In centro storico stanno chiedendo anche 50 euro a metro quadrato per attività commerciali o studi professionali. È una follia, che non conviene neppure ai proprietari, perché così il centro storico non si rivitalizzerà mai. L’accordo invece che abbiamo stipulato con i sindacati dei proprietari è di far pagare al massimo – quindi come cifra massima, non standard – 20 euro a metro quadrato per i primi tre anni e per il primo anno il 40% di 20 euro (ovvero 8 euro a metro quadrato). Oggi tornare in centro è un atto di eroismo. E pensiamo anche alle frazioni e ai piccoli Comuni», ha sostenuto Cialente. «Quando il centro storico dell’Aquila tornerà a pieno regime, allora si potrà parlare di affitti a prezzi di mercato. Questo bando “Fare Centro”, che viene gestito direttamente dalla Regione, è nato perché sarebbe stata una follia fermarci solo alla ricostruzione delle mura».
TUTTI ALL’AIA. Se con tutti i soldi spesi per la ricostruzione e queste iniziative L’Aquila non sarà tra le prime 50-60 città d’Europa, dovremo andare tutti davanti alla Corte dell’Aia».
UFFICI... CENTRALI. Capitolo uffici. «Noi torneremo con gli uffici comunali nel centro storico, con il front-office per i servizi ai cittadini», ha chiarito Cialente, «siamo in trattative per il palazzo ex Standa. In alternativa è pronta la soluzione di Palazzo Genitti, a capo piazza, accanto all’ex bar Ariston». «Dal bando sono esclusi i medi e grandi centri commerciali, che non possono aprire nei centri storici», ha precisato il direttore Rivera.
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