Negozi, pronti 20 milioni

Commercianti e artigiani potranno riaprire con finanziamenti a fondo perduto
L'AQUILA. Soldi per rialzare le saracinesche. Finanziamenti per riportare i negozi in centro e dare una boccata di ossigeno al commercio aquilano e dei paesi colpiti dal sisma del 2009. L'attesa per sapere chi rientrerà nei benefìci del bando Fare centro è tanta. Entro ottobre, stando ai tempi dettati dal vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, si conoscerà l'elenco preciso delle domande ammesse a finanziamento: piccole attività che potranno beneficiare di una copertura a fondo perduto pari al 70 per cento dell'investimento, su una forbice che oscilla tra i 20mila e i 200mila euro. Fortemente voluto dalle associazioni di categoria, in primis la Confcommercio, dalla Regione che ne è diventata il motore gestendo tutta la fase di definizione del bando ed erogazione dei fondi, e dal comune dell'Aquila, che ha contribuito a disegnare la mappa delle prorità, il bando Fare centro viene visto come un modello unico in Italia «a cui fare riferimento per la programmazione e lo sviluppo territoriale», dice Lolli. L'impegno della Regione non si esaurisce qui: è a buon punto la definizione di un accordo con alcune banche cittadine per un anticipazione del finanziamento. Appello a cui ha risposto la Bper, dando piena disponibilità. Già entro l'anno cominceranno ad essere erogati i primi contributi.
ECCO LA GRADUATORIA. «Siamo agli sgoccioli», annuncia Lolli, «entro ottobre pubblicheremo la graduatoria delle domande ammesse a finanziamento. Abbiamo davvero bruciato i tempi, esaminando 766 richieste in due mesi, quando Invitalia ha impiegato più di un anno per esaminare ed approvare il bando». Pratiche a cui sta lavorando un team di 12 professionisti, sotto la supervisione del direttore della Regione, Vincenzo Rivera. Oltre alla validità della documentazione presentata, dovrà essere attestata la conformità della richiesta ai requisiti previsti.
TANTI SOLDI. I fondi ci sono. A confermarlo è il vice presidente della Regione, Lolli, che dice di avere in cassa 1 milione di euro. «Entro l'anno saliremo a 5 milioni di euro pronti per essere erogati. Si partirà con i primi finanziamenti nel rigoroso rispetto della graduatoria – non si tratta di una procedura a sportello – che scorrerà man mano che arriveranno altri fondi», dice Lolli. Dodici milioni euro il primo bacino a cui attingere, che saliranno a 20 milioni se si considera l'intero stanziamento spalmato in più annualità.
RISPOSTA STRAORDINARIA. Lolli ci crede fino in fondo. «La risposta dei commercianti e degli artigiani è stata straordinaria. 766 domande sono tantissime», sottolinea, «significa che entro due anni saremo in grado di riportare nel centro storico dell'Aquila qualcosa come 200 attività. Un numero che è andato ben al di sopra delle migliori aspettative. E che il bando Fare centro sia un successo, anche in termini di impostazione oltre che di numeri, lo dimostra il fatto che sta per essere replicato in Emilia».
RIAPERTURE A CATENA. Già dalla fine dell'anno molti esercenti potranno intascare le prime somme per riaprire i negozi o far partire nuove attività. Ma a beneficiarne, in forma retroattiva, sarà anche chi è tornato in centro già dal 2014. E nel novero delle domande c'è di tutto un po': studi professionali, pub, ristoranti, negozi di abbigliamento, telefonia, per fare qualche esempio. «L'intento è programmare una ricollocazione delle attività man mano che torneranno fruibili strade e quartieri storici del centro», evidenzia Lolli.
ACCORDO CON LE BANCHE. La Regione sta per firmare una convenzione con alcuni istituti di credito presenti sul territorio, che consentirà ai beneficiari del bando Fare centro di ottenere un'anticipazione sulle somme. All'invito della Regione ha già risposto positivamente la Bper.
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