Negozi, referendum sugli orari

15 Luglio 2014

La Confcommercio propone un questionario agli iscritti per decidere i tempi di aperture e chiusure

AVEZZANO. La Confcommercio si prepara ad avviare delle consultazioni tra i commercianti sull'orario di apertura e chiusura dei negozi. Attraverso un questionario Roberto Donatelli, direttore di Confcommercio, e Riccardo Savella, presidente di Federmoda, vogliono capire quali sono le esigenze dei negozianti e come meglio modellare gli orari delle attività commerciali.

Subito dopo il successo di “Notte di via” il primo cittadino, Gianni Di Pangrazio, ha lanciato la proposta di aprire i negozi, almeno durante l'estate, dalle 18 alle 24. I commercianti su questa proposta del sindaco sono un po’ divisi e per questo la Confcommercio ha deciso di ascoltarli e capire realmente quali sono le loro intenzioni.

«Abbiamo seguito con attenzione il dibattito scaturito dalla volontà espressa dal sindaco di Avezzano», hanno precisato Donatelli e Savella, «come associazione di categoria siamo da tempo convinti che dobbiamo rispondere alle esigenze dei consumatori che, di fatto, sono i nostri "datori di lavoro". Da sempre, giorno per giorno, ci adeguiamo alle richieste del mercato di cui insieme ai consumatori siamo ovviamente protagonisti».

Per questo l'associazione di categoria ha deciso di cavalcare l'onda e ascoltare i commercianti. Donatelli e Savella hanno spiegato che «verrà sentita la nostra base associativa e tutte le imprese commerciali che operano nel centro cittadino, attraverso la distribuzione capillare, porta a porta, di un questionario. Lo faremo nei prossimi giorni e faremo poi conoscere all'amministrazione comunale e all'opinione pubblica l'esito di questa sorta di referendum e delle motivazioni di chi si dichiarerà favorevole o contrario». In questo modo i responsabili delle due associazioni di categoria sono certi che gli amministratori potranno avere anche un quadro delle reali intenzioni dei commercianti e poi decidere come muoversi. «Siamo convinti che si potrà far conoscere davvero la volontà di una categoria che pur attraversando da anni difficoltà reali e molteplici, non ha ancora deciso di abbandonare i centri delle nostre città», hanno concluso, «siamo rimasti cocciutamente qui proprio per continuare a dare ai nostri clienti e ai turisti, merci e servizi di qualità contribuendo a migliorare il tessuto sociale urbano che è patrimonio di tutti che intendiamo preservare e valorizzare. Ogni saracinesca che si abbassa per sempre è una sconfitta per tutti». (e.b.)

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