Negozianti dai carabinieri Sale lo scontro sui dehors

27 Maggio 2018

Pescasseroli, scatta l’esposto «per mancato incasso» dopo la serrata di venerdì Appello di un commerciante: «Il Comune deve rivedere questo regolamento»

PESCASSEROLI. Sale il livello dello scontro sul nuovo regolamento per l’occupazione del suolo pubblico e sull’installazione dei dehors a Pescasseroli.
Dopo la giornata di sciopero di venerdì, ieri alcuni operatori economici si sono presentati nella caserma dei carabinieri per presentare un esposto «per mancato incasso» derivante dagli esagerati obblighi derivanti dalla normativa comunale.
«Qualche amministratore dovrebbe fare un bel giro per l’Italia», commenta Francesco Gentile, titolare di una pizzeria al taglio, «e avrebbe la possibilità di vedere tavoli e sedie ovunque, naturalmente con ordine e rispetto della legge, anziché distruggere il lavoro, creato con sacrifici e dedizione. Agli amministratori dico che sbagliare è umano ma perseverare nello sbaglio è diabolico. Per il bene della cittadinanza basta dare un aggiustamento al regolamento dehors e le polemiche finiranno. Gli animi si stanno surriscaldando e non è possibile andare avanti così». I commercianti locali per tutta la giornata di venerdì scorso hanno tenuto chiusi i propri esercizi per la somministrazione di alimenti e di bevande. Una protesta contro il sindaco Luigi La Cesa e la sua amministrazione municipale, accusati di aver approvato un regolamento che disciplina l’occupazione temporanea di suolo pubblico per gli spazi di ristoro all’aperto annessi ai locali troppo limitativo e condizionante. «Da oltre un mese chiediamo al Comune di ricercare una soluzione condivisa al problema», commenta Vincenzo Vitale, barista e presidente dell’Unione turismo&commercio della Cna d’Abruzzo, «in cambio riceviamo solo dinieghi e visite degli agenti della polizia municipale che consegnano verbali e ordinanze di sgombero».
La protesta che alcuni esercenti di Pescasseroli hanno attuato tenendo chiuse le loro attività commerciali è un chiaro messaggio di disagio e di allarme sociale. E nella “capitale” del Parco nazionale d’Abruzzo c’è anche chi teme che la situazione possa degenerare. «È opportuno e necessario che l’amministrazione comunale recuperi il ruolo di mediazione e di apertura verso il tessuto economico e commerciale del nostro paese», dice Silvano Di Pirro, segretario locale e provinciale del Partito della rifondazione comunista, «poiché le contrapposizioni e le chiusure non aiutano la nostra comunità a crescere. Il danno prodotto da questi atteggiamenti investe non solo le attività commerciali, ma coinvolge tutto l’indotto occupazionale, soprattutto giovanile. Gli spazi per ottenere un giusto compromesso ci sono: invitiamo il sindaco a convocate un tavolo operativo per trovare una soluzione che soddisfi le esigenze delle parti».
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