Nel 2012 il commercio illecito su Internet portò a due arresti tra Abruzzo e Toscana

C’è un precedente datato dicembre 2012. Tra Avezzano e la Toscana furono sequestrate tonnellate di tabacco (nella foto) e vennero eseguite due ordinanze di custodia cautelare per associazione a...
C’è un precedente datato dicembre 2012. Tra Avezzano e la Toscana furono sequestrate tonnellate di tabacco (nella foto) e vennero eseguite due ordinanze di custodia cautelare per associazione a delinquere dedita alla commercializzazione di tabacco di contrabbando. I finanzieri neutralizzarono un ingente traffico di tabacchi che sfuggiva del tutto alla tracciabilità dei Monopoli di Stato e alla conseguente applicazione delle imposte. In manette finì Antonio Palma, 64 anni, di Avezzano, titolare di www.il-tabacchino.it, sito on line di commercializzazione di prodotti da fumo, tramite il quale, secondo l’accusa, bypassava i Monopoli di Stato nella vendita di tabacco. L’altro destinatario dell’ordinanza di arresti domiciliari fu il suo fornitore, Antonio D’Angelo, 67 anni, domiciliato a San Giustino (Perugia), amministratore di una società della provincia di Arezzo. Nella perquisizione in un magazzino in Toscana furono sequestrate 387 tonnellate di tabacco, in gran parte trinciato. Altri duecento quintali furono sequestrati in un deposito ad Avezzano. Fu sequestrato anche l’impianto industriale. Inoltre, il sito www.il-tabacchino.it fu oscurato su disposizione della Procura. Secondo le accuse, Palma diede vita a un canale clandestino di lavorazione del tabacco nazionale in danno del Monopolio dello Stato. In pochi mesi il mercato illegale si era esteso grazie all’e-commerce a tutto il territorio nazionale, come rilevato dalle conversazioni intercettate, dalle spedizioni monitorate e dal sistema di pagamenti che avvenivano per lo più tramite ricarica di Poste-pay. Per l’autorità giudiziaria si praticavano prezzi più bassi nell’ordine del 65%; un chilo di tabacco trinciato veniva venduto intorno ai 60-70 euro, a fronte dei 180 euro imposto dai Monopoli di Stato. Altre cinque persone furono indagate.

