Nel centrodestra esplode il caso Asl

D’Eramo (Lega) riapre i conti nella coalizione. E Il gruppo Liris (Fdi) preme per l’assessorato
L’AQUILA. Nuovi segnali di guerra nel centrodestra: stavolta, però, la battaglia si sposta nel campo della sanità. A smuovere le acque nello stagno è un post apparso sul profilo social del deputato e coordinatore regionale della Lega, Luigi D’Eramo: «Asl Aq: fuori di… Testa” (cognome del manager Asl, ndc). Per i ben informati, il riferimento potrebbe essere un segnale per la nomina del nuovo direttore sanitario dell’Asl, dove la Lega punta sulla facente funzioni, Sabrina Cicogna (ieri ha compiuto 65 anni). Volontà che troverebbe in disaccordo il direttore generale. Nel frattempo, al Comune dell’Aquila scatta il pressing, seppur sottotraccia, dei 4 consiglieri di Fratelli d’Italia, vicini all’assessore regionale al Bilancio, Guido Liris, per ottenere un posto in giunta dal sindaco Pierluigi Biondi.
All’indomani della riconsegna dei galloni ai tre assessori leghisti, il quartetto formato da Vito Colonna, Leonardo Scimia, Ferdinando Colantoni e Giancarlo Della Pelle, insoddisfatto del contentino, la presidenza dell’Ama (azienda dei trasporti partecipata del Comune) si è riunito per decidere la strategia per arrivare all’assessorato. Scartata la strada leghista modello De Santis (il capogruppo della Lega) costata sette mesi di “purgatorio” ai rappresentanti del carroccio in giunta (Fabrizia Aquilio, Daniele Ferella e Fabrizio Taranta), i quattro consiglieri comunali hanno sollecitato un incontro riservato al sindaco per mettere sul piatto la richiesta dell’assessorato per il consigliere Vito Colonna: un posto che, con l’attuale quadro politico, potrebbe arrivare con il sacrificio dell’assessore di fiducia del primo cittadino e coordinatore provinciale del partito di Giorgia Meloni, ovvero il super tecnico Vittorio Fabrizi. Questo resta il principale obiettivo del quartetto vicino all’assessore regionale al Bilancio. Le aspirazioni del gruppo, però, dovranno fare i conti con la volontà del primo cittadino che – la storia con i leghisti capeggiati dall’onorevole Luigi D’Eramo insegna – difficilmente si piega ai diktat, a maggior ragione se interni al suo partito. Qualora Biondi faccia muro in difesa del suo assessore Fabrizi, allora potrebbe esserci una exit strategy, ovvero una strategia di uscita onorevole per i quattro consiglieri di Fratelli d’Italia per bilanciare il peso di un assessorato; secondo indiscrezioni, potrebbe essere il raddoppio delle postazioni di comando nelle società partecipate vicine alla scadenza: oltre alla presidenza dell’Ama, quindi, i consiglieri, Colonna, Scimia, Colantoni e Della Pelle, potrebbero chiedere al sindaco di aggiunge quella del Centro turistico del Gran Sasso. Sempre se gli alleati del centrodestra non avranno obiezioni.
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