Nel mirino i lavori affidati alla moglie del sindaco

6 Maggio 2018

L’associazione Globuli Rossi all’attacco: «Biondi, ex Casapound, ignora il 25 aprile Poi la società Didimà ottiene l’incarico dai gestori dell’ostello assegnato in via diretta»

L’AQUILA. Aria pesante a Palazzo Fibbioni. Dopo l’affronto di Forza Italia al sindaco Pierluigi Biondi, con il voto di appoggio alla minoranza, in consiglio comunale, per allargare il progetto Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati anche ai minori non accompagnati, e le stilettate di Luigi D’Eramo, assessore e parlamentare della Lega, ai forzisti, un’altra polemica scuote l’amministrazione. A dare l’affondo è il collettivo Globuli Rossi: sotto accusa «l’affidamento diretto», da parte dei gestori dell’Ostello di Campo Imperatore, inaugurato il 25 aprile scorso, della comunicazione alla società Didimà, di cui sono titolari Elisa Marulli, moglie del sindaco Biondi, e Alessia Di Giovacchino, strettissima collaboratrice dello stesso, ma economicamente in carico ad Abruzzo Engineering.
«Il 25 aprile», afferma il collettivo Globuli Rossi, guidato dall’ex presidente del consiglio comunale Carlo Benedetti, «il sindaco di Fratelli d’Italia, già Casapound, era in altre faccende affaccendato. Non era alla deposizione della corona al monumento ai Caduti, alla Villa comunale, come non era a quella dei 9 Martiri aquilani. Non c’era il sindaco alle manifestazioni che ricordano l’Italia liberata dal nazifascismo, da dove nacque la Costituzione, su cui ha giurato al suo insediamento. Ha delegato il vicesindaco, Guido Liris, in quanto non può riconoscere la lotta partigiana per la liberazione. Però», evidenziano i Globuli Rossi, «nello stesso giorno, le redazioni sono state informate da un comunicato stampa della riapertura dell’ostello di Campo Imperatore. Firmataria del comunicato stampa Elisa Marulli, quale ufficio stampa per l’ostello, nonché titolare della società Didimà».
I Globuli Rossi gridano allo scandalo: «In sostanza», dice il collettivo, «il Centro turistico commissariato dal dirigente Domenico de Nardis ha affidato in via diretta a una società la gestione dell’ostello “Lo Zio” che, guarda un po’ il caso, si è servito della Didimà per l’ufficio stampa. Non possiamo chiudere gli occhi di fronte a queste congiunture astrali», prosegue ironicamente la nota. «La Didimà è della moglie del sindaco e di Alessia Di Giovacchino, che fa parte dello staff di Biondi, ma viene pagata da Abruzzo Engineering, con i soldi della ricostruzione. Biondi ha nominato dirigente della polizia municipale, tra l’altro, il marito della Di Giovacchino, Tiziano Amorosi. Questo filotto ricorda tanto tempi d’arraffo: un capitombolo all’indietro, per modi e fatti, che fa rabbrividire. A Campo Imperatore, al posto dell’aria fresca, si respira muffa antica, che prende allo stomaco». Sia il sindaco che le titolari della società Didimà hanno preferito non replicare.
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