Nel paese distrutto dal sisma la chiesa sta per rinascere

15 Giugno 2014

I lavori dovrebbero concludersi entro la fine dell’anno L’edificio sacro nel 2009 ha subìto danni gravissimi

ONNA. Una chiesa piccola e raccolta, alla quale gli onnesi sono legati da un filo “viscerale” che ha a che fare con la memoria del paese e delle vittime del sisma del 2009. La chiesa di San Pietro Apostolo, risalente alla prima metà del XIII secolo, quasi interamente distrutta dal sisma, è un’oasi nel deserto, una luce in un panorama di macerie in cui svettano contro il cielo, ancora oggi, pareti isolate di ex case. A intervenire, stanziando 3 milioni di euro, è stato il governo tedesco, permettendo alla Soprintendenza di consolidare e restaurare chiesa e locali annessi, pronti a essere restituiti alla comunità già alla fine di quest’anno.

Sarà il primo piccolo isolato a essere ricostruito a Onna «come monito e sprone alla ricostruzione di tutto il paese». A dirlo è l'architetto Corrado Marsili, della Direzione regionale per i Beni paesaggistici dell'Abruzzo e direttore dei lavori.

I DANNI. Il sisma è stato impietoso. La facciata di san Pietro Apostolo è stata compromessa mentre abside e campanile sono interamente crollati. Solo parte della facciata principale e la parete laterale di sinistra (quella verso Nord) sono rimaste in piedi. In alcuni punti si è dovuto ricominciare dalle fondamenta.

LAVORI. Su una chiesa che sorge su un terreno alluvionale, si sono abbattuti tanti terremoti: 1315, 1349, 1461, 1703 e 2009. Ma anche terremoti meno intensi, come quello del 1950, hanno avuto conseguenze su di essa: in seguito a quello del secolo scorso sono stati realizzati, per esempio, cordoli in cemento armato sulla parte alta della facciata, o lavori sul campanile che ne hanno peggiorato la tenuta durante il sisma» chiarisce Marsili. Oppure la realizzazione di una grossa trave con putrelle in ferro all’interno della chiesa: «Altro elemento di debolezza che durante la scossa del 2009 ha fatto da ‘ariete’ colpendo ora la facciata, ora il campanile e demolendo entrambe» prosegue. Sulla parete di nord, in particolare, si è intervenuti con un lavoro di smontaggio e catalogazione delle pietre, poi ricomposte con il sistema del “cuci e scuci”. Abside e campanile saranno ricostruiti con muratura in pietra listata. In alcuni punti delle pareti sono state inserite delle barre d’acciaio (fibre d’acciaio) che ricollegano la muratura. Curiosità della facciata: è arrivata ai giorni nostri leggermente convessa, segno che sui danni dei sismi passati si è intervenuto alla "meno peggio".
Prima della conclusione dei lavori il pavimento sarà interessato da uno scavo archeologico.

LE NOVITA'. Il concetto di base che si segue per il recupero della chiesa di San Pietro Apostolo - ma vale per tutti i monumenti - è quello di ricostruire con materiali originali e tecniche tradizionali, salvaguardando l’omogeneità del tutto, ovviamente rafforzando con tecniche innovative ed esclusive: si tratta del cosiddetto Smad e lo Shock transmitter.