«Nell’esecutivo vedo bene la Mannetti e Ersilia Lancia»

L’AQUILA. «La mia sarà una giunta con 8 assessori. Due nomi spendibili sono Carla Mannetti, avvocato, che si occupa di trasporti, e Ersilia Lancia, rispettivamente seconda e terza nella lista...
L’AQUILA. «La mia sarà una giunta con 8 assessori. Due nomi spendibili sono Carla Mannetti, avvocato, che si occupa di trasporti, e Ersilia Lancia, rispettivamente seconda e terza nella lista Fratelli d’Italia. Io mi riserverò le deleghe del Personale e della Polizia municipale».
Parole e musica di Pierluigi Biondi, candidato sindaco del centrodestra, che ha già una impostazione di massima sull’esecutivo che metterebbe in campo in caso di vittoria al ballottaggio.
«Sul personale del Comune, attuerei subito delle rotazioni, a cominciare dai dirigenti, che non possono essere dei “mini assessori”», sostiene Biondi. «Sugli assessorati, uno sicuramente sarà alle Frazioni, poi la Ragioneria e gli Affari generali – che comprende il Personale – . Un altro assessorato sarà per i Servizi alla persona, come il servizio demografico. Ho intenzione di tenere molto vicini la parte tecnica e la ricostruzione, con assessorati che devono interfacciarsi, in modo da non creare problemi e intralci tra la ricostruzione privata e quella pubblica».
Sul profilo degli assessori, il candidato sindaco del centrodestra ha un’idea precisa: «La situazione del Comune dell’Aquila la conosco molto bene, quindi so come muovermi e subito. Anche per me le scuole sono una priorità, ma perché ce lo impone il tempo e fino a settembre ce n’è pochissimo. Per gli assessori ho già chiesto ai partiti di darmi i nomi migliori. Non accetterò situazioni improbabili. Il profilo deve essere qualitativo, a prescindere dal sesso. Se è una donna deve essere brava. L’età non conta per far parte dell’esecutivo», conclude Biondi.
Tra i possibili nomi, oltre a quelli fatti dal candidato sindaco, c’è in agguato Giorgio De Matteis, ma sarebbe il terzo di FdI. Il primo della lista è sicuramente Guido Quintino Liris (FI), il più votato alle elezioni (846), e poi Emanuele Imprudente (Salvini). I primi dei non eletti a entrare in consiglio, sarebbero Dino Morelli, Marcello Dundee e Margherita Paoletti (FdI); Ferdinando Colantoni (FI); Luigi D’Eramo (Salvini).(v.p.)
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