Nelle foto di Perrotti L’Aquila a dieci anni dal sisma

27 Dicembre 2018

L’AQUILA. È stato pubblicato da ApeEditore il libro fotografico di Mario Perrotti “L’Aquila come te.... si rialza in volo”. Scrive l’editore Gianni Lussoso nella presentazione: «In molti hanno...

L’AQUILA. È stato pubblicato da ApeEditore il libro fotografico di Mario Perrotti “L’Aquila come te.... si rialza in volo”. Scrive l’editore Gianni Lussoso nella presentazione: «In molti hanno proposto raccolte di foto per raccontare il dramma durante e dopo il terremoto del 2009. Mario Perrotti, aquilano che vive a Roma, ha voluto testimoniare ciò che è accaduto nella sua amata città. Lo ha fatto non da professionista della fotografia, ma da innamorato dell’Aquila». Il giornalista e scrittore aquilano Dante Capaldi, nella nota introduttiva, sottolinea: «Viviamo in un Paese sismico, eppure, ogni volta che accade, un terremoto è un fatto inatteso, come se i terremoti non fossero mai avvenuti prima. La maggioranza di questi luoghi sono stati “ricuciti” dimenticando spesso, incredibilmente, che in quelle aree l’energia si accumula per anni e secoli poi è rilasciata all’improvviso. Ho vissuto sulla mia pelle e su quella della mia famiglia l’esperienza del terremoto, un’esperienza che non si potrà mai dimenticare. Mi basta lo “scoppio” di un motore d’auto a pochi passi per risentire la paura di quella notte. Anche oggi, a dieci anni circa di distanza, sento la paura vissuta in quegli interminabili minuti. Eppure, nonostante volessi dimenticare, apprezzo il lavoro di Mario Perrotti che, sagacemente, ha scelto la fotografia per fissare le immagini di quei giorni. Sono immagini emozionanti che mostrano L’Aquila trasformata da luogo difeso e abitato, al teatro di una sconfitta. Le immagini di Perrotti mostrano come la new town sia stata ricostruita, in parte più a valle, la città si va rimettendo in funzione, in tempi lunghi, e con l’illusione che il terremoto sia stato una disgrazia che non sì ripeterà. Dobbiamo capire, invece, che la natura si ricarica e riesplode: non si sa quando ma lo farà. Ecco, allora, che dobbiamo studiare e lavorare in modo tale che i danni subiti in quella notte, non si ripetano. Bisogna costruire con metodi diversi e appropriati. Vedo le foto di Mario Perrottì e apprezzo la sua volontà dì lasciare un ricordo storico. Questo volume resterà nel futuro a ricordare, a chi forse non avrà vissuto per motivi anagrafici questa esperienza, cosa ha subìto L’Aquila in quei terribili anni dal 2009 fino a quando è riuscita, per il coraggio dei suoi abitanti, mai domi, a reagire e a rialzarsi spiccando, di nuovo, il volo».(g.p.)
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