Neonata morta, nuova perizia

5 Gennaio 2017

Si devono accertare eventuali responsabilità dell’ex primario dell’ospedale

AVEZZANO. Sarà necessaria una nuova perizia per accertare eventuali responsabilità a carico del primario del reparto di pediatria dell’ospedale di Avezzano, I.C., in relazione alla morte della neonata Denise De Luca, avvenuta il 17 giugno del 2010. Lo ha stabilito il gup del tribunale di Avezzano, Stefano Venturini. Per la stessa vicenda sono già stati rinviati a giudizio due pediatri, N.D.R. e G.B. e il primario del reparto di ginecologia, G.R., rappresantiti dagli avvocati Mario Flammini, Antonio Milo e Franco colucci, che dovranno comparire davanti al giudice del tribunale di Avezzano l’8 maggio prossimo per rispondere dell’accusa di omicidio colposo. La stessa ipotesi di accusa formulata anche nei confronti del primario di pediatria entrato nell’inchiesta in un secondo momento. I genitori della neonata hanno citato in giudizio anche la Asl con la richiesta di un risarcimento di due milioni di euro. Denise nacque il 16 giugno del 2010, alle 17.45, nel reparto di ginecologia dell’ospedale di Avezzano. La madre, Angela Anna Iania, era stata ricoverata dopo una gravidanza che non aveva presentato alcun tipo di problema. Subito dopo il parto la piccola era stata affidata alle cure degli operatori del reparto di pediatria. Tutto sembrava scorrere nella normalità quando la sera dello stesso giorno del parto la piccola non era stata ricondotta dalla madre. Alla donna era stato spiegato che la neonata aveva difficoltà respiratorie e per tale motivo era stata sistemata nell’incubatrice. Dall’ospedale di Avezzano fu deciso il trasferimento nella divisione di terapia intensiva neonata del policlinico di Chieti. Il 18 giugno alle 4.20 le condizioni della piccola precipitarono e ci fu il decesso. I genitori da subito sollevarono perplessità e dubbi sulla condotta dei sanitari dell’ospedale di Avezzano relativamente ai tempi di trasferimento della piccola a Chieti. Presentarono una denuncia alla Procura della repubblica che portò all’immediato sequestro delle cartelle cliniche e della documentazione sanitaria. La prima consulenza legale fu affidata all’anatomopatologo Cristian D’Ovidio che eseguì l’esame autoptico. Poi ci fu una seconda consulenza affidata ad un luminare dell’Università di Roma. L’ipotesi di accusa nei confronti del medico, rappresentato in giudizio dai legali Vincenzo Retico e Umberto Irti, riguarda la sua qualità di primario che avrebbe omesso di «attivarsi per trasferire con urgenza la piccola al reparto di terapia intensiva neonata del policlinico di Chieti all’aggravarsi del pneumotorace destro». La prossima udienza è stata fissata il 27 gennaio 2017.

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