Neonata morta, scattano i sequestri

La Procura acquisisce documentazioni negli ospedali di Avezzano e L’Aquila
AVEZZANO. Sarà l’esito dell’autopsia a chiarire le cause che hanno portato al decesso di Aurora, la neonata avezzanese nata giovedì scorso all’ospedale di Avezzano e trasferita dopo poche ore all’Aquila, dove è morta, a causa di complicazioni. Gli accertamenti tecnici daranno risposte più chiare al papà, Achille Bigoni, e alla mamma, Giuseppina Montanari. Nel frattempo, su ordine della Procura, sono stati sequestrati documenti e cartelle cliniche negli ospedali. I genitori, che assistiti dall’avvocato Roberto Verdecchia hanno presentato una denuncia, vogliono sapere «se ci sono stati errori» e se la neonata «poteva essere salvata». I risultati delle analisi saranno disponibili tra 90 giorni. Nel frattempo la procura dell’Aquila sta indagando sulla vicenda e al riguardo c’è una dottoressa indagata, A.M., dell’ospedale San Salvatore, difesa dall’avvocato Stefano Rossi. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Fabio Picuti, vuole fare luce sulle ore comprese tra l’arrivo della mamma all’ospedale di Avezzano (che era alla trentottesima settimana) avvenuto al mattino, e la morte della bambina, che si è verificato all’una e mezza di notte. I tracciati eseguiti prima del parto non avevano riscontrato anomalie e il parto cesareo era avvenuto senza problemi. La situazione è precipitata quando i medici hanno riscontrato una anemia. Da lì il trasferimento all’Aquila, alle 20.20, un’ora e 20 minuti dopo il parto per eseguire una trasfusione. Inutili anche i tentativi di rianimazione, durati circa un’ora. (p.g.)
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