Nereto, addio a Di Stefano: mito delle radio

Originario di Collarmele è morto nel Teramano: aveva 101 anni ed era l’ultimo marconista d’Italia
COLLARMELE. Addio all’ultimo marconista d’Italia. All’età di 101 anni è deceduto ieri mattina, nella sua abitazione di Nereto, Scipione Di Stefano, il radioamatore più longevo, colui che ha conservato più di altri memoria della radio – «la scatola magica da cui si udivano le voci», usava dire il centenario – e delle onde su cui viaggiavano le prime forme di comunicazione a distanza.
Nato a Collarmele nel 1914, Di Stefano scampò al terremoto della Marsica quando aveva un anno ed un mese e venne cresciuto da don Orione. Successivamente partecipò alla guerra in Abissinia prima di trasferirsi e vivere a Nereto dove svolse l’attività di radiotecnico sposando Maria, la donna che lo ha assistito fino all’ultimo giorno. Scipione Di Stefano conobbe Guglielmo Marconi che gli trasmise la passione per la radio e fino a qualche giorno fa comunicava con il mondo attraverso l’etere come faceva da oltre 50 anni dalla sua postazione di casa.
Ai familiari di Di Stefano stanno giungendo condoglianze da tutto il mondo, via radio, mentre in tanti si sono recati nella sua abitazione nel quartiere San Martino, sul cui tetto da sempre svetta alta l’antenna del radioamatore. I funerali si svolgeranno oggi alle 16 nella chiesa parrocchiale di Nereto. Il mondo radiantistico è in lutto. I primi a esprimere cordoglio sono stati i radioamatori della sezione Ari di Nereto.
Probabilmente la prossima edizione della mostra-scambio, che si svolge da sempre a Nereto a fine maggio, porterà il ricordo di Scipione, che avrebbe compiuto 102 anni nel prossimo dicembre. Nel 2013, in occasione dei suoi cento anni, da Collarmele, a festeggiarlo con gli amici, giunsero anche il sindaco Dario De Luca e il parroco don Francesco Tudini.
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