«Nessuna aggressione da parte di Cipriani»

8 Marzo 2019

Costruttore condannato, l’avvocato Carbonara contesta la ricostruzione dei fatti: pronto l’appello

L’AQUILA. L’avvocato Antonello Carbonara, che assiste il costruttore Stefano Cipriani nella vicenda giudiziaria che lo oppone all’architetto Antonio Pecilli, contesta con energia la ricostruzione dei fatti e anticipa il ricorso in appello per ottenere l’assoluzione del suo assistito dal reato di lesioni.
Ma soprattutto contesta “in toto” la ricostruzione della dinamica dei fatti. «Non è vero», dice, «che l’architetto Cipriani si sia difeso sostenendo che le lesioni subite dal suo antagonista siano conseguenza della caduta a terra visto che sono state determinate dall’urto del Pecilli contro una rete di recinzione metallica in occasione dell’aggressione del Pecilli in danno del Cipriani». L’avvocato, inoltre, precisa che è pendente davanti al giudice di pace un procedimento a carico di Pecilli. Al riguardo i reati contestati «sono quelli di lesioni e minacce su querela presentata dallo stesso Cipriani». Quindi non ci sarebbe il tenue reato di percosse ma contestazioni simili a quelle per le quali c’è stata la condanna a sei mesi (doppi benefici di legge) davanti al tribunale monocratico.
Nella denuncia presentata ai carabinieri Pecilli ha sostenuto che stava cercando «di ripristinare un piccolo marciapiede ammalorato da lavori eseguiti da Cipriani».
«Non è vero», dice l’avvocato Carbonara, «che Pecilli stava ripristinando un marciapiede ammalorato da Cipriani visto che lo stesso stava lavorando senza titolo su un terreno di cui è comproprietario Cipriani la cui impresa è del tutto estranea alle vicenda».
Fin qui le posizioni delle parti. Ora parola ai giudici a cominciare dalle motivazioni della condanna e altre pronunce in vista.
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