«Nessuna omissione sul bullismo whatsapp»

L’Ufficio scolastico provinciale e la preside della Mazzini-Patini tornano sul caso che resta un mistero
L’AQUILA. L’Ufficio scolastico regionale interviene sul presunto caso di bullismo via web in una scuola media aquilana, la Mazzini.
«L’Ufficio scolastico regionale, gli Ambiti territoriali e le singole istituzioni scolastiche sono impegnati quotidianamente al fine di arginare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, mantenendo altissima l’attenzione con la collaborazione delle famiglie e di tutti gli attori coinvolti nell’opera di prevenzione», afferma l’Ufficio scolastico in una nota. «Tutte le segnalazioni ricevono la debita considerazione. In relazione al presunto caso di bullismo perpetrato ai danni di un non specificato alunno dell’Iis Mazzini-Patini, questo Ufficio sottolinea che la segnalazione è giunta da una associazione, denominata “Genitori per la Scuola”, il cui presidente si è qualificato a scuola quale presidente dell’associazione e non di genitore. Nel colloquio con la docente vicaria, tuttavia il presidente dell’associazione ha omesso di fornire alla stessa elementi utili ad individuare il caso o a circoscriverlo, in quella sede riferiva invece che la madre della presunta vittima riteneva che il caso poteva essere risolto con l’intervento mirato e concordato dei docenti della classe che, a suo dire, erano stati messi al corrente. Nonostante l’attenzione ricevuta, il presidente dell’associazione si è rivolto all’Ufficio scolastico regionale», continua la nota, «che ha preso immediatamente in carico la vicenda coinvolgendo l’Ufficio territoriale di riferimento e la dirigente della Istituzione Scolastica che ha prontamente relazionato sulla vicenda. Da tutto ciò è emerso che non vi è stato alcun comportamento omissivo da parte di Usr, Usp e dirigente scolastico, semmai è stato il presidente dell’associazione a non fornire dettagli che potessero aiutare a comprendere meglio la vicenda preferendo inviare una nota alla stampa».
«Nel caso specifico», sottolinea la dirigente della scuola media Mazzini-Patini, Filomena Mammarella, «una associazione di genitori non può arrogarsi il diritto di sostituirsi ai singoli genitori, soprattutto quando si tratta di affrontare e dirimere questioni delicate».
Non è stato possibile, in effetti, neppure individuare dal gruppo whatsapp di quale classe siano partiti gli insulti a un 12enne che vengono denunciati dal presidente dell’associazione. Una segnalazione vaga, che non ha permesso, neppure alle istituzioni scolastiche, di intervenire.
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