«Neuropsichiatria infantile in spazi stretti e inadeguati»
SULMONA. Le condizioni in cui versa il servizio di Neuropsichiatria infantile finiscono in un esposto del Tribunale per i diritti del malato. L’ambulatorio, che si trova nei locali di viale Mazzini,...
SULMONA. Le condizioni in cui versa il servizio di Neuropsichiatria infantile finiscono in un esposto del Tribunale per i diritti del malato. L’ambulatorio, che si trova nei locali di viale Mazzini, sembra andare incontro alla stessa sorte del Csm (Centro di salute mentale), che nei mesi scorsi ha dovuto traslocare in fretta e furia dopo il blitz dei Nas e una serie di prescrizioni imposte. Così il reparto si trova ora al piano terra dell’ospedale, in uno spazio molto più stretto e non adatto per i pazienti. I carabinieri del Nas, però, hanno ultimato anche la relazione sulla Neuropsichiatria infantile che è stata consegnata al sindaco di Sulmona Annamaria Casini. Sarà lei ora a decidere, se firmare o meno una nuova ordinanza di sospensione delle attività.
Intanto, le famiglie dei piccoli pazienti con patologie neuropsichiatriche devono fare i conti con l’enorme arretrato che comporta tempi lunghi per le diagnosi, mentre sono costrette a recarsi all’Aquila per particolari terapie e servizi che a Sulmona non esistono più. «È una situazione al limite», fa notare Edoardo Facchini, responsabile regionale del Tdm, mentre la Asl, interpellata, ha preferito non commentare. (f.p.)
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