Neve sciolta, non si scia a Camporotondo

14 Gennaio 2022

Sinistra Italiana: «Qui finanziati interventi per 3 milioni, la Regione riveda le strategie sul turismo»

CAPPADOCIA. Ci sperava proprio il sindaco Lorenzo Lorenzin di riaprire per le festività natalizie gli impianti sciistici di Camporotondo, dopo la chiusura dello scorso anno imposta dal Covid-19. Tutto era pronto: piste, una delle quali predisposta per lo svolgimento di gare di slalom gigante, norme di sicurezza, controlli anti-pandemia, gestione degli impianti, pulizia delle strade. E a metà dicembre, come manna dal cielo, era arrivata anche la tanto sospirata neve. Con il successivo rialzo della temperatura, però, la neve via via si è sciolta e con essa è svanita la speranza di rimettere in funzione, almeno finora, gli impianti sciistici. La situazione di Camporotondo offre l’occasione alla Sinistra Italiana d’Abruzzo di proporre alla Regione un cambiamento di rotta nella politica del turismo invernale. Daniele Licheri, Stefano Lucantonio, Francesco Cerasoli, rispettivamente segretario regionale, coordinatore provinciale e presidente del circolo dell’Aquila del partito, in una nota congiunta, rilevano che «la situazione di Camporotondo non è diversa da altre realtà regionali. Questo comprensorio sciistico è stato recentemente oggetto di un cospicuo finanziamento regionale, circa 3 milioni e 200 mila euro. Questi cupi segnali per il turismo invernale del territorio di Cappadocia, che non dovrebbero essere passati inosservati alla giunta regionale in carica», proseguono i dirigenti di Sinistra Italiana, «pongono una serie di domande sulla sostenibilità, a lungo termine, delle politiche legate al turismo da sport invernali che vengono testardamente portate avanti in Abruzzo. Gli aumenti delle temperature medie a livello globale ormai sono sotto gli occhi di tutti. Ne conseguono inverni con precipitazioni nevose ridotte e discontinue. La nostra regione non fa eccezione a questa tendenza, ed è il momento di prenderne atto. Sinistra Italiana Abruzzo propone alla Regione di ripensare la strategia turistica per le aree interne, puntando con decisione su un turismo che, oltre a valorizzare le nostre meravigliose peculiarità naturalistiche, storiche, architettoniche ed enogastronomiche, si affianchi al più tradizionale turismo sciistico, sostituendolo in quelle aree dove sciare, anche in pieno inverno, sarà un’utopia già tra pochi anni. È ormai evidente», concludono i dirigenti di Sinistra Italiana, « che la crisi climatica in corso non risparmierà di certo l’Abruzzo. Persistere in logore logiche di sviluppo, secondo cui la costruzione di nuovi comprensori sciistici, o l’ampliamento indiscriminato di quelli esistenti, costituirebbe in pratica l’unica possibilità di benessere socio-economico per le nostre aree montane, equivale a promettere di poter vivere tra gli agi in una meravigliosa oasi sapendo che quest’ultima è stata mangiata dal deserto già da qualche decennio».
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