Nicoli: «Riconoscere autonomia dell’arte e ruolo di Guanciale»

AVEZZANO. Su il Centro di sabato in “Di Pangrazio e Genovesi: duello in 10 risposte”, erano elencate le dieci domande. Mi soffermo sulle risposte alla domanda numero 7, sul secondo interrogativo che...
AVEZZANO. Su il Centro di sabato in “Di Pangrazio e Genovesi: duello in 10 risposte”, erano elencate le dieci domande. Mi soffermo sulle risposte alla domanda numero 7, sul secondo interrogativo che contiene: “L’attore Lino Guanciale continuerà ad avere un ruolo da protagonista?” (domanda alla quale è connessa quella sul futuro del Teatro dei Marsi). Trascrivo le risposte dei due candidati. La prima di Di Pangrazio: “Lino Guanciale è un attore di grande livello e dobbiamo esserne orgogliosi”. La seconda di Genovesi: “Non amo parlare delle persone, quindi non parlo di Guanciale. Quando ci sarà l’assessore alla Cultura andremo a vedere la migliore figura artistica per la guida”. Poiché la domanda è, tra le dieci, quella fondamentale per il futuro della città, sono proprio le due diverse risposte a imporre ai cittadini una scelta nel voto del 4/5 ottobre. La seconda risposta mi ha lasciato di stucco, perché in pratica ha scaricato Guanciale. Ma non mi ha sorpreso; l’arte non è pane per i denti di chi la ignora o al più la considera come un’ancella della politica. Avendo operato a lungo in vari aspetti dell’ambito teatrale, ed avendo avuto fin dall’apertura del Teatro dei Marsi, grazie alla sensibilità e volontà dell’allora sindaco Antonio Floris, un ruolo di responsabilità artistica, devo osservare che è grave l’affermazione di un aspirante sindaco, di non parlare di una figura di guida che mi pare insostituibile.
Lino Guanciale, nostro concittadino, è un artista affermato e noto in campo nazionale, ed averlo alla guida del Teatro dei Marsi è un vantaggio per il teatro e un privilegio per la città. Il nostro pubblico per lo più conosce Guanciale per le sue interpretazioni in fiction televisive. Ma è un aspetto marginale. Lino è ben altro. Mi limito a dire che parliamo di uno straordinario attore teatrale. È stato interprete principale in opere famose come “Ragazzi di vita”, e “La classe operaia va in Paradiso” che hanno caratterizzato, con costante successo, il cartellone del Teatro Argentina di Roma; e nel 2018 ha vinto in premio nazionale Ubu come miglior attore di teatro. Osservo intanto che la semplice esistenza da oltre 13 anni di un teatro, al momento il più importante d’Abruzzo per numero di posti, efficienza tecnica, posizione geografica e pubblico, è straordinaria per lo sviluppo della cultura in una città che dal terremoto al nuovo millennio è stata la cenerentola della regione. E l’avere al vertice del teatro un personaggio come Lino Guanciale è una fortuna. Il Teatro dei Marsi, allo stato, ha una configurazione provvisoria, pur bene impostata dal Regolamento del teatro che lo scrivente in primis, con altri operatori artistici della città, ha contribuito in passato a costruire- ma come entità autonoma di produzione artistica inserita nel contesto nazionale dei teatri, non esiste ancora e richiede un salto di prospettiva (tralascio al momento le proposte del maestro Massimo Coccia, da artistico di Harmonia Novissima, che richiedono un ampio dibattito in altra sede). Questo salto può avvenire solo con il sostegno di un sindaco che riconosca l’autonomia dell’arte e il ruolo di Lino Guanciale. Dacia Maraini in uno scritto sul teatro aveva affermato che i teatri devono essere diretti da persone competenti di teatro e i politici dovrebbero sostenerli senza chiedere niente in cambio. A questo punto se i cittadini vogliono una città che acquisti definitivamente una identità culturale sono obbligati a scegliere il candidato che ha dato la prima risposta. E dovrebbero sostenerlo gli elettori dell’ex candidato sindaco, Mario Babbo, che ha dimostrato onestà di intenti e passione; e potrebbero sostenerlo anche gli elettori dell’ex candidata sindaca, Anna Maria Taccone, che ha dimostrato stile, competenza e moderazione. Al di fuori di questa auspicabile scelta il convoglio Avezzano che andava spedito sul binario con orizzonte cultura, inevitabilmente deraglierà su un binario morto che ha al suo orizzonte il deserto.
avv. Giampiero Nicoli
(già direttore artistico
dell’Ufficio Teatro dei Marsi)

