Niente ambulanze di notte A Scanno sale la protesta

18 Gennaio 2019

Il commissario della Comunità montana scrive alla Regione e al manager Asl: «Troppi due decessi nel giro di qualche giorno, il servizio dev’essere continuo»

SCANNO. È allarme tra la popolazione dell’Alta Valle del Sagittario per le emergenze sanitarie alle quali è difficile far fronte durante le ore notturne. A Scanno non c’è stato il tempo di aspettare l’arrivo dell’ambulanza da Sulmona per soccorrere due 70enni che, colti da infarto nel giro di qualche giorno di distanza l’uno dall’altro, sono entrambi deceduti. A farsi portavoce della protesta dei residenti di Scanno e Villalago è il commissario straordinario della Comunità montana peligna Eustachio Gentile, che in una nota indirizzata all’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, chiede l’immediata attivazione del servizio del 118 anche nelle ore notturne. «Negli ultimi dieci giorni si sono verificati, dopo le 20, ben due decessi», scrive Gentile nella lettera indirizzata anche al manager dell’Asl Rinaldo Tordera, «e in entrambi i casi è stata fatta richiesta all’ospedale di Sulmona di un’autoambulanza che è arrivata tardi, a causa del lungo e tortuoso tragitto, quando ormai per i malcapitati cittadini non c’era purtroppo più nulla da fare. Nell’ultimo caso, l’uomo colpito da infarto, è rimasto a terra sulla neve mentre qualcuno cercava di rianimarlo».
In paese dal 2014 è attiva una postazione del 118 che, però, è operativa solo di giorno. All’epoca, secondo i dirigenti dell’Asl, il numero delle criticità notturne non poteva giustificare la presenza notturna del mezzo e degli operatori.
«Ma Scanno è una zona turistica con strutture ricettive presenti non solo in paese ma anchea Passo Godi, che dista 15 chilometri dal centro abitato», aggiunge Gentile, «e vi lascio immaginare, se di notte in caso di emergenza si avesse la necessità di raggiungere tale località. Per queste ragioni richiedo l’istituzione immediata del 118 h24, come già fatto per Pescasseroli».
Il servizio del 118 a Scanno copre la fascia oraria giornaliera dalle 8 alle 20, dopo entra in attività la guardia medica. Intanto il paese non può contare più neppure sul servizio volontaristico della locale sezione della Croce Rossa, che è andato avanti per circa 30 anni, ma che da qualche mese non è più in grado di operare a causa della mancanza delle necessarie autorizzazioni.
«Qui scontiamo la colpa di essere rimasti a vivere in aree montane», conclude Gentile. «Zone bellissime, come nel caso di Scanno, ma dove vivere significa dover sopportare disagi e disservizi che a volte possono costare davvero troppo».
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