Niente evasione fiscale Antiquario scagionato

L’AQUILA. Il giudice per le udienze preliminari del tribunale, Mario Cervellino, martedì scorso, ha scagionato con formula piena un antiquario accusato di evasione fiscale. Si tratta di Antonio Di...
L’AQUILA. Il giudice per le udienze preliminari del tribunale, Mario Cervellino, martedì scorso, ha scagionato con formula piena un antiquario accusato di evasione fiscale.
Si tratta di Antonio Di Brisco, il quale era finito sotto accusa al termine di un’inchiesta portata avanti dalla Guardia di Finanza.
Secondo l’accusa, poi caduta, l’uomo, nella veste di titolare della ditta omonima individuale, al fine di evadere le imposte, avrebbe omesso la presentazione della dichiarazione dei redditi per il 2010 per un importo di 194mila euro da cui è scaturita un’imposta di 74mila euro superiore al minimo della cifra tollerata dalle legge. La scadenza del termine per presentare la dichiarazione era settembre del 2012.
L’inchiesta era partita da lontano visto che prendeva le mosse da una più complessa indagine della polizia tributaria di Forlì su alcune movimentazioni di somme da parte di alcuni imprenditori, per lo più originari della Puglia. Questo caso, comunque, venne stralciato e gli atti arrivarono all’Aquila.
Si rese necessaria, per ricostruire la situazione patrimoniale, anche un’integrazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Alla fine le Fiamme Gialle decisero di inviare gli atti alla Procura e il caso è finito davanti a un giudice ma a carico dell’antiquario, difeso dall’avvocato Fabrizio Giancarli, non è emerso nulla al punto che la stessa Procura aquilana aveva ritenuto come non ci fossero gli estremi per poter procedere ulteriormente. Il caso, tra l’altro, è chiuso visto che c’è la prescrizione in vista.
Durante le indagini era stato anche fatto anche un sequestro per equivalente , proposto dalla Finanza, ma in seguito alle carte prodotte in quella sede, e poi in udienza camerale, venne revocato dai giudici.
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