«Niente eversione, solo parole»

20 Gennaio 2015

Le difese chiedono al Riesame di liberare Manni e gli altri indagati

L’AQUILA. Le posizioni di cinque indagati nell’inchiesta «Aquila nera» su un gruppo neofascista che stava progettando attentati, sono state discusse ieri mattina davanti ai giudici del Riesame. Gli indagati in questione sono Stefano Manni, ritenuto il capo del gruppo eversivo, Marina Pellati, Luca Infantino, Franco Montanaro, Emanuele Lo Grande Pandolfina Del Vasto. I loro difensori hanno minimizzato sul ruolo degli accusati e sulla reale intenzione di fare attentati. A loro avviso si trattava soltanto di frasi in libertà. «Non c’è nessun riscontro concreto», ha commentato l’avvocato Gabriele Torello del Foro di Chieti a fine udienza. Anche il legale di Manni, l’avvocato Montani di Pescara, ha respinto al mittente le accuse che, a suo dire, non sono di quella portata che intende l’accusa. E la Procura tiene duro visto che si è opposta a qualunque richiesta di attenuazione delle misure cautelari. A giorni la decisione dei giudici.

DROGA. Sono iniziati gli interrogatori riguardo l’inchiesta sullo spaccio di droga nelle scuole. Stepan Karp, il principale indagato, assistito dall’avvocato Giulio Lazzaro, ha deciso di non rispondere al gip come hanno fatto anche altri.

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