Niente Giostra cavalleresca grande la delusione in città

Il sindaco Casini: troppe incertezze dovute alla mancanza di fondi e al Covid Mariotti: scelta obbligata, ma il danno per l’economia del territorio è enorme
SULMONA. Per il secondo anno consecutivo la Giostra cavalleresca non si farà. Questa volta perché mancano le garanzie economiche. Tutti sono concordi nel riconoscere che la città non può rinunciare alla manifestazione e c’è chi teme che questo secondo annullamento possa sancire la morte del principale attrattore turistico della città. «Abbiamo condiviso la scelta dell’associazione Giostra di non voler rischiare e di concentrare forze e risorse per programmare una grande ripartenza della manifestazione nel 2022, su cui si può lavorare per un'edizione di vero rilancio dopo la pandemia», spiega il sindaco Annamaria Casini. «La nostra Giostra cavalleresca nello scenario naturale di piazza Maggiore è unica nel suo genere in ragione però di un’organizzazione complessa e con ingenti costi fissi che, in un clima d’incertezza quale quello che stiamo ancora vivendo, è comprensibile che non si possa affrontare. Il Comune, come ogni anno, ha fatto comunque la sua parte, per sostenere la continuità di questa importante manifestazione, stanziando 15.000 euro per la copertura di spese di gestione e un minimo di attività da realizzare. Eravamo disposti a proporre al consiglio comunale ulteriori stanziamenti con variazione di bilancio, in occasione della salvaguardia di fine mese, avendo però rassicurazioni sullo svolgimento dell’evento in relazione alla reale disponibilità di altre importanti risorse provenienti da Regione e altri enti, che complessivamente devono coprire costi di migliaia di euro, che invece restano purtroppo incerte come è incerta l’evoluzione della pandemia». Per il consigliere comunale di maggioranza Andrea Ramunno è il momento di stare accanto alla Giostra cavalleresca. «Per difendere un’idea di sviluppo culturale di città, per preservare un lavoro iniziato da pochi “coraggiosi” e che ha coinvolto migliaia di persone», afferma Ramunno. «Per non disperdere il patrimonio immateriale che è stato prodotto, il lavoro invisibile di tanti che hanno operato in silenzio. Oltre le singole opinioni», conclude il consigliere comunale, «c'è da difendere tutto questo e ogni sulmonese dovrebbe farlo». Per l’ex capitano di Porta Manaresca Nicola Paolilli, ripartire dopo lo stop sarà molto complicato: «Io la vedo dura. Ripartire non sarà così semplice. Già prima della pandemia c’erano difficoltà nell’ambiente Giostra. Sarà dura come i primi anni, con la differenza che allora vi era entusiasmo, ora questo è scemato». Per il presidente di Ascom Fidi Claudio Mariotti si tratta di un grosso danno per l’economia cittadina e del comprensorio, «ma in questo momento non si poteva fare altrimenti. Dobbiamo prima liberarci della pandemia per poi ripartire con maggiore convinzione e più certezze». Per il gestore di un Salone per uomini, in via Gramsci, «si tratta di una brutta notizia che porterà ulteriore spopolamento in un centro storico già svuotato dall’isola pedonale». «Sulmona non può rinunciare alla Giostra cavalleresca», sottolinea Marco Gili, che gestisce un bar in piazza Garibaldi, «un evento che ha ci fatto conoscere in tutto il mondo».
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