Niente istigazione, il giudice archivia

Respinta l’opposizione dei familiari di Eleuteri, il macellaio che si sarebbe ucciso a causa del mobbing sul lavoro
L’AQUILA. La magistratura reatina non ha voluto saperne di approfondire l’esame della vicenda riguardante il suicidio di Franco Eleuteri, caporeparto di Carrefour all’Aquila.
Infatti dopo la richiesta di archiviazione del pm era stata presentata opposizione da parte dei familiari della vittima;essi hanno sempre sostenuto che il suicidio, avvenuto nel Reatino, era inevitabilmente collegato a mobbing in occasione della sua attività lavorativa nel capoluogo d’Abruzzo. L’impressione è che gli investigatori non abbiano mai ritenuto verosimile questa ipotesi visto che, nonostante la possibile gravità del fatto, l’inchiesta non è mai decollata. E anche il gip è stato dello stesso parere. Avrebbe potuto ordinare nuove indagini ma lo ha ritenuto inutile.
Secondo i familiari è impossibile che Eleuteri si sia ucciso se non dopo forti condizionamenti esterni visto che era attaccato alla famiglia e al lavoro. Egli, dopo avere lavorato a lungo in un’azienda del Reatino, si era trasferito all’Aquila nel supermercato Gs che poi fu assorbito da Carrefour dove, grazie alle sue qualità, era diventato il responsabile del reparto macelleria per almeno 12 anni.
E si deve anche a lui, molto noto alla folta clientela, il successo del supermercato che, in seguito alla vecchia gestione di Panepucci, ha ottenuto degli incrementi. Eleuteri, dopo il sisma, avrebbe anche avuto la possibilità di riavvicinarsi a casa, ma preferì dare il suo contributo alla filiale aquilana visti i guai connessi al terremoto del 6 aprile 2009.
Il 28 maggio scorso, a un anno esatto dalla tragedia, si è tenuta una breve ma sentita cerimonia davanti al piazzale del supermercato per ricordare il macellaio. Vi hanno preso parte anche alcuni sindacalisti Cobas e Ugl.
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