Niente laurea honoris causa per Jan Fabre

L’Accademia belle arti annulla la cerimonia, decisive le petizioni contro il discusso artista belga
L’AQUILA. L’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila ha annullato la cerimonia di conferimento della laurea honoris causa all’artista belga Jan Fabre e tutti gli eventi dedicati alla sua opera, previsti per il 14 e 15 marzo. Alla luce dei fatti appresi, gli organi dell’Accademia all’unanimità, si legge in una nota «ritengono opportuno annullare l’evento». L’Accademia risponde così a polemiche e petizioni seguite all’annuncio del riconoscimento all’artista. «Fabre», ricorda la petizione di Giulia Palladini su Change.org, «è stato condannato a diciotto mesi di reclusione per sei capi di imputazione, tra cui violenza, bullismo, molestie sessuali sul lavoro e aggressione sessuale, in seguito a venti denunce presentate da collaboratori e collaboratrici della Compagnia Troubleyn». «Grazie alla sospensione della pena», si legge ancora, «Fabre non sta attualmente scontando la reclusione in carcere, ma il Belgio ha sospeso i suoi diritti civili per cinque anni, incluso il diritto di voto, e lo ha condannato a pagare un risarcimento alle vittime». Secondo quanto emerso dal dibattito scaturito in seguito a una lettera pubblica sottoscritta da otto persone della Compagnia Troubleyn, Fabre avrebbe usato comportamenti ricattatori e violenti verso le donne, con meccanismi sessisti e forme di umiliazione. In seguito alla condanna, Fabre è stato ostracizzato da istituzioni in tutta Europa: nel centro d’arte de Singel di Anversa è stato rimosso un autoritratto dell’artista. «In Italia invece», prosegue il testo della petizione, «la cultura patriarcale imperante nel mondo dell’arte e nell’università permette che Fabre continui a essere invitato non solo a presentare il proprio lavoro, ma a parlare pubblicamente in contesti accademici».

