Niente rimborsi, aziende agricole stremate

Lettera alla Regione per sollecitare i fondi per il ripristino delle attività danneggiate dal sisma
L’AQUILA. Le aziende agricole, danneggiate dal sisma del 2009, sono allo stremo. Niente rimborsi per i danni subìti, né fondi per il ripristino delle attività. Gli imprenditori devono anticipare, di tasca propria, le somme necessarie agli interventi di riparazione. Un paradosso messo nero su bianco, in una lettera inviata al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, all’assessore alla ricostruzione, Giovanni Lolli e all’assessore all’agricoltura, Dino Pepe. «I bandi pubblicati dalla Regione nel 2011 e nel 2012, relativi al ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali e introduzione di adeguate misure di prevenzione, sono assolutamente inadeguati alle reali esigenze del territorio, oltre che inapplicabili», scrivono i firmatari della lettera. «Carenze già rilevate subito dopo l’emanazione dei provvedimenti, che hanno creato nel tempo una situazione pesantissima. Gli imprenditori agricoli, già gravemente danneggiati, con un conseguente mancato introito o ridotto reddito, devono anticipare totalmente le ingenti somme necessarie per gli interventi di riparazione e ripristino delle stesse. Come se ciò non bastasse, il bando prevede che gli imprenditori agricoli non possano beneficiare della quota relativa all’Iva, poiché non riconosciuta come contributo, mentre alle altre attività produttive è stato concesso anche uno specifico indennizzo per mancato reddito». Una disparità di trattamento che, come sottolineato nella richiesta inviata alla Regione, «sta mettendo in ginocchio la categoria. Ci si chiede come le aziende agricole», incalzano gli interessati, «possano attingere la necessaria liquidità per anticipare le ingenti spese necessarie alla riparazione dei danni subiti. Impossibile anche ricorrere ai mutui, in considerazione della rilevante sofferenza delle aziende stesse».
Gli imprenditori agricoli accusano la Regione di «scarsa attenzione alla categoria. I bandi emanati, infatti, individuano l’aiuto come un investimento, non come un risarcimento, ovvero un indennizzo per i danni subìti. Altre realtà, come l’Emilia Romagna, hanno dato priorità al recupero di tutte le strutture produttive danneggiate, comprese quelle agricole». Gli agricoltori avanzano, infine, una serie di proposte: l’esame dei fondi ministeriali che potrebbero essere utilizzati per il settore agricolo; l’erogazione anticipata, tramite la Fira, dei contributi a titolo di indennizzo già concessi dalla Regione; la previsione di un maggior numero di Sal, di importi compatibili con i lavori da effettuare o già effettuati, accelerando la tempistica per la liquidazione degli stessi rivedendo, contestualmente, i criteri di concessione delle proroghe.
Monica Pelliccione
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