«Niente sgravi all’azienda di una disabile»

16 Maggio 2015

L’AQUILA. Disabile grave che avvia un' attività d'impresa dovrà versare i contributi Inps per un importo pari alla sua pensione di invalidità. Accade all'Aquila dove Virginia, ventenne autistica,...

L’AQUILA. Disabile grave che avvia un' attività d'impresa dovrà versare i contributi Inps per un importo pari alla sua pensione di invalidità.

Accade all'Aquila dove Virginia, ventenne autistica, insieme ai genitori, nominati amministratori di sostegno dal giudice tutelare, sta tentando di avviare una piccola attività con la speranza di garantirsi una adeguata qualità della vita.

«Ma i disabili che avviano un' attività», fa notare il padre che ha scritto al presidente della Repubblica e al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, «devono sostenere integralmente i contributi Inps, nonostante siano titolari di indennità di accompagnamento e della pensione di invalidità riconosciuta dalla maggiore età».

«Le attuali norme impongono a Virginia», dice ancora il padre, «nonostante la disabilità, di versare integralmente i contributi previdenziali minimi, circa 3.700 euro l'anno, superiori a quanto percepito dalla pensione di invalidità».

«Sgravi e agevolazioni, infatti, sono previsti solo per i datori di lavoro che assumono disabili. In una fase storica come questa», chiede il padre di Virginia, «anche ai disabili dovrebbe essere concessa l'opportunità di crescere e investire, contribuendo al benessere proprio e della società senza inutili vessazioni e imposizioni».

Il padre di Virginia ha lanciato il sasso per avviare a soluzione un problema non secondario soprattutto in un momento di difficoltà economica come quello attuale.

Una soluzione che ha bisogno solo di buon senso ma che andrà scontrarsi contro la ragnatela di norme che riguardano l’aspetto pensionistico e contributivo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA