«Niente tasse a chi riapre l’attività in centro storico»

La proposta del sindaco per invogliare i commercianti: «Così completeremo l’opera di rivitalizzazione della città»
L’AQUILA. Tasi al 50 per cento per i proprietari di case in centro. Niente tasse nel periodo in cui davanti al negozio riaperto passeranno i lavori dei sottoservizi. Le idee sono del sindaco Massimo Cialente, che ne ha parlato su Facebook.
«Il processo della ricostruzione del centro storico è ormai avviato», afferma Cialente. «Seguiranno quelli delle frazioni. Risolta la buffonata del piano di ricostruzione (dico buffonata, ma è stato un pezzo di una strategia per rallentare la ricostruzione per poi assegnarla con mega-appalti modello Expo), si tratta solo di velocizzare. Va rimesso sui giusti binari l’Ufficio speciale ricostruzione, che nell’ultimo anno ha perso troppi colpi. Si sta già facendo grazie al lavoro efficace dell’avvocato Pirozzolo. Ora però viene il difficile. Occorre individuare subito strategie efficaci ed efficienti per riportare la vita nel centro storico: residenzialità, commercio e artigianato, direzionale. In questo momento si è creato un circuito vizioso: molti residenti non rientrano, se possono, poiché ritengono che manchino i servizi, soprattutto commerciali. Il commercio non rientra perché mancano i residenti e perché i prezzi dei fitti mensili sono allucinanti, il direzionale privato non rientra perché non vi sono né residenti né attività commerciali. Questo circuito va spezzato, e si deve fare oggi, da oggi, perché altrimenti non si ripartirà. Avremo uno dei centri storici più belli d’Italia, ma, come Gemona sarà una scenografia, un set da film. Cosa aggredire per prima cosa, da dove partire? Provo a fare un ragionamento, per stimolare altre proposte. Anzitutto deve tornare il direzionale pubblico. Ma i tempi sono lunghi, sia per Palazzo Margherita, sia per la De Amicis, le Poste. Il direzionale privato, studi professionali, assicurazioni, banche, vanno incoraggiati da un’idonea politica degli affitti. Ma è centrale la questione del commercio e artigianato. I prezzi attuali sono incompatibili per qualsiasi attività commerciale, che chiaramente aprirebbe oggi in condizioni di “frontiera”. Le uniche attività possibili sono i pub. Ma il bello è che i primi che si lamentano della loro presenza sotto casa sono proprio quei proprietari che chiedono per i loro negozi sfitti cifre improbabili, lamentandosi del vicino che affitta al pub. Vengono a chiedere che il Comune chiuda i pub. Io rispondo: affittate ad altre attività merceologiche e il problema è risolto. Quando faccio notare questa contraddizione sui prezzi che si chiedono, questi proprietari mi dicono che, se dovessero affittare, si troverebbero a fissare un canone annuo per sei anni più sei. In altre parole, ritengono di affittare oggi ai prezzi che si potrebbero chiedere nel 2029. Così non si va da nessuna parte. Chiamerò tutti i proprietari, uno per uno, facendo una proposta. Affittate con un contratto “speciale”, che potremmo anche inserire con un articolo nella legge per L’Aquila, in cui si fissano affitti molto contenuti nei primi due-tre anni, quelli necessari per completare la ricostruzione di gran parte del centro, per poi salire gradualmente ai prezzi di mercato, quelli del 2009, rapportati a oggi, e quelli che dovessero essere dettati da una ripresa di alta qualità del centro storico. In cambio il Comune, per questi anni di “avvio” potrebbe abbattere ai proprietari di un tot, anche del 50%, la Tasi e altre imposte, che oggi invece per appartamenti o negozi agibili vuoti è al massimo consentito. Per i commercianti e artigiani o ristoratori che dovessero tornare in centro il Comune potrebbe abbattere le tasse, rifiuti, Irpef ecc. (per tipologie merceologiche), nonché prevederne l’assoluta esenzione nel periodo in cui la via sulla quale affaccia la loro attività sarà interessata dai lavori dei sottoservizi. Il Comune, con tutti i mezzi e percorsi, a partire dai propri stabili non appena restaurati, applicherà prezzi calmierati. In questo momento ho però la pessima impressione che ancora una volta si stiano muovendo interessi di grosse attività commerciali periferiche che potrebbero non vedere di buon occhio una rivitalizzazione commerciale del centro, al fine di poter continuare politiche di strozzinaggio ai danni di poveri commercianti ricattati. Posso solo affermare che noi vigileremo, perché qui si gioca il destino e la sopravvivenza della città».

