Niente test rapidi e Caruso chiude i negozi

20 Marzo 2021

Castel di Sangro zona rossa. Il sindaco ai commercianti: pugno duro contro chi snobba i tamponi

CASTEL DI SANGRO. Più partecipazione da parte degli operatori economici alla campagna di screening di massa. È quanto sollecita, a Castel di Sangro, il sindaco Angelo Caruso, che in una lettera, inviata ai titolari delle attività commerciali poche ore prima che fosse dichiarata la zona rossa, minaccia la «pubblicazione di ordinanze di chiusura nei confronti di quei commercianti che non stanno collaborando come dovrebbero alla gestione dell'emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del virus Covid 19».«Chiedo agli operatori del settore commerciale», scrive Caruso, «di rispettare e di applicare rigorosamente e costantemente il protocollo di sicurezza per l’esercizio delle attività commerciali licenziato dalla Regione Abruzzo. E, in particolare, vi chiedo di sottoporre a costante attività di screening voi stessi e il personale dipendente, potendo peraltro usufruire in modo gratuito del servizio. Servizio che viene costantemente attuato dal Comune tramite il Centro operativo comunale (Coc) con calendarizzazione settimanale delle giornate di screening, in cui è possibile effettuare tamponi rapidi allo stadio Patini».Il capoluogo altosangrino è sotto osservazione da parte della Regione, che giorno per giorno monitora l’andamento dei contagi dopo la ripresa della diffusione del virus anche in questo comprensorio.
Ma proprio in questo momento di particolare criticità il primo cittadino lamenta la scarsa adesione alla lotta contro la diffusione dei contagi da parte degli operatori economici locali, verso i quali si dice pronto ad usare il pugno duro nell’interesse di tutta la collettività castellana. «Fin da ora vi preannuncio che, nella mia qualità di autorità sanitaria competente sul territorio, non tollererò più comportamenti poco rispettosi delle succitate norme e dei protocolli», aggiunge Caruso, «e sono pronto ad adottare tutti gli atti di mia competenza ai fini della tutela della salute pubblica (nel caso, anche mediante ordinanza di chiusura dell’attività), non essendo accettabile che, a fronte degli sforzi che questo Ente sta ponendo in essere ormai da un anno – ovvero fin dall’inizio dell'emergenza Covid 19 – ci sia chi, pur rivestendo un importante ruolo nel settore socio-economico del paese, possa pensare di non fare la sua parte nel rispetto delle normative e usando la diligenza e la precauzione che la situazione epidemiologica richiede».
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