«No al numero chiuso»

L’appello di Aloisi (presidente del Consiglio studentesco)
L’AQUILA. «Serve continuità tra il mondo accademico e il contesto che lo circonda. Se la cultura è per pochi è anche perché non vengono concessi gli strumenti economici per giungere ai più elevati livelli di istruzione». Massimo Aloisi, presidente del Consiglio studentesco, per una decina di minuti ha gelato la platea. Non è vero, ha detto in sostanza, che va tutto bene e che si può guardare con fiducia al futuro e ha raccontato la storia di una ragazza calabrese che è venuta all’Aquila per studiare infermieristica e oggi «è preoccupata per come pagare l’affitto del suo alloggio, la legge le garantiva una borsa di studio eppure sta ancora aspettando che le venga accreditata». Insomma, secondo Aloisi, alle belle parole non corrispondono sempre fatti concreti. «Chiediamo al Rettore e alla comunità accademica tutta», ha continuato, «Di impegnarsi affinché progressivamente possano essere eliminati i numeri programmati locali nell’Ateneo. Immedesimatevi nei tanti ragazzi e ragazze che vedono i propri sogni svanire a causa di selezioni che portano solamente a una cultura per pochi». Aloisi ha anche criticato la sperimentazione del 5G «senza che ci sia adeguata informazione».
Carla Luzi, rappresentante del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, ha detto che «il personale di questo Ateneo rappresenta una risorsa preziosa di competenze altamente specializzate, che permettono il raggiungimento di traguardi di eccellenza nella ricerca, intesa nella sua forma più ampia, nonostante le mille difficoltà con cui ogni giorno ci si deve confrontare. È inutile negare che, a fronte di un impegno e di una dedizione spesso fuori dal comune, l’attuale inadeguatezza dei finanziamenti non rende possibile la valorizzazione del personale. La mia attuale esperienza come rappresentante del personale in questo Ateneo mi fa toccare con mano ogni giorno le difficoltà in cui molti di noi si trovano a convivere nelle diverse realtà lavorative, uffici, segreterie, biblioteche e laboratori di ricerca. Su tali aspetti la governance di Ateneo ha finora dimostrato disponibilità all’ascolto. I presupposti per venirsi incontro e lavorare per il raggiungimento di piccoli e grandi traguardi ci sono tutti. Non rinunciamo mai a un dialogo costruttivo, perché è solo portando avanti il confronto che si possono fare passi in avanti. La conoscenza reciproca e l’instaurarsi di uno scambio di idee è sempre il preludio del successo».(g.p.)

