«No alla militarizzazione della Forestale»

29 Marzo 2016

L’AQUILA. «Con il previsto assorbimento del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei carabinieri e relativa militarizzazione dei suoi componenti, il patrimonio di professionalità ed esperienza...

L’AQUILA. «Con il previsto assorbimento del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei carabinieri e relativa militarizzazione dei suoi componenti, il patrimonio di professionalità ed esperienza acquisito dal personale del Corpo forestale nel campo dello studio, della tutela e della gestione dell’ambiente naturale e delle aree protette rischia di essere irrimediabilmente disperso». Lo scrive l’associazione Appennino ecosistema dell’Aquila. Con un appello inviato al presidente del consiglio e ai ministri dell’Ambiente, dell’Agricoltura e della Funzione pubblica, personalità e associazioni da sempre impegnate nel mondo delle aree protette e della conservazione della natura chiedono che «il personale forestale con elevate professionalità possa essere ricollocato negli Enti gestori delle aree protette a livello nazionale e regionale, in modo da non perderne la preziosa e fattiva collaborazione, già oggi in atto in moltissimi casi». L’appello è firmato dall’Associazione italiana dei direttori delle Aree protette (Aidap), dai direttori dei Parchi nazionali della Majella e d’Abruzzo, da quelli dei Parchi naturali regionali del Sirente-Velino in Abruzzo, di Migliarino in Toscana e delle Alpi Marittime in Piemonte. Hanno aderito all’iniziativa anche Fulco Pratesi per il Wwf, la Lega italiana per la protezione degli uccelli, Mountain wilderness e la stessa Appennino ecosistema. Presenti anche firme prestigiose del mondo accademico come quelle dell’ecologo Sandro Pignatti e del botanico Franco Pedrotti. Anche i sindacati dei forestali sostengono l’iniziativa, con la prima adesione da parte del coordinatore nazionale della Cgil.

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