No alle scuole di latta Gli studenti vogliono tornare alla normalità

L’appello-denuncia del 18enne Cotellessa (Liceo Cotugno) Al Festival della Partecipazione flash mob sulla sicurezza
L’AQUILA. «Basta scuole provvisorie. Basta essere terremotati a vita. Vogliamo scuole sicure e normalità». Lo ha ribadito Tommaso Cotellessa, rappresentante del Liceo Cotugno e fresco presidente della Consulta provinciale degli studenti. Insieme a Ikram Mohamed e Cecilia Erba è stato tra i protagonisti della giornata inaugurale del Festival della Partecipazione, che si chiude oggi.
INAUGURAZIONE. «Era importante tornare all’Aquila perché questa città è il simbolo della resilienza di questo Paese». Così Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, ha aperto la quarta edizione del Festival promosso da ActionAid Italia e Cittadinanzattiva in collaborazione con il Comune e Slow Food Italia nella sede del Gran Sasso Science Institute, la scuola di dottorato internazionale che patrocina l’evento insieme all’Università e al Consiglio regionale. Presenti anche Elisa Visconti, responsabile del Dipartimento Programmi di ActionAid Italia; Silvia De Paulis, del comitato esecutivo nazionale di Sloow Food; i deputati Alessandro Fusacchia (Gruppo misto) e Paolo Lattanzio (M5S); l’assessore comunale Francesco Cristiano Bignotti; il rettore del Gssi Eugenio Coccia.
GLI SPUNTI. Ambiente, inclusione sociale e scuola i temi al centro della sessione, che ha visto protagonisti i tre giovani attivisti, i quali hanno raccontato la loro esperienza di partecipazione, non lesinando qualche strigliata ai politici «che non ascoltano», e per estensione al mondo dei «grandi». Cotellessa ha ripercorso le battaglie per le sedi scolastiche in città, con particolare riferimento al caso del Cotugno. Cecilia Erba, romana, volontaria di A Sud, onlus che promuove, sostiene e accompagna processi sociali nel Sud d’Italia e del mondo, ha descritto il suo impegno; Ikram Mohamed, di Torino, mediatrice culturale, ha illustrato il cammino fin qui compiuto nel campo dell’interazione tra mondi diversi.
LE SFIDE. «La sfida che il Festival si è posta quest’anno», ha dichiarato Elisa Visconti, «è proprio quella di andare a pescare negli angoli più remoti di questo paese esempi fruttuosi di resilienza politica e di cittadinanza attiva, casi esemplari che ci raccontano come, nonostante le occasioni di partecipazione si stiano riducendo sempre di più a livello nazionale, ma anche europeo, uno spazio si può sempre trovare e su quello si può ricostruire. Anche la Masterclass presente nel programma va in questa direzione: abbiamo voluto mettere insieme 20 realtà giovanili che hanno preso o ripreso in mano uno spazio politico nei rispettivi territori di appartenenza».
FLASH MOB. Nella Giornata nazionale della sicurezza scolastica, che si svolge ogni anno il 22 novembre, si è svolto un colorato flash mob davanti all’Emiciclo per denunciare non solo la lentezza della ricostruzione degli edifici scolastici colpiti dal terremoto, ma anche lo stato di scarsa sicurezza in cui versano due terzi delle scuole italiane. Ad animarlo i ragazzi di vari istituti, che hanno preso parte a un progetto sulla sicurezza dell’edilizia scolastica lanciato di Cittadinanzattiva in oltre 100 scuole italiane. Alla presenza di Mario Nicoletti (Ufficio Sismico nazionale), una rappresentanza di studenti, col sindaco di Pizzoli Giovannino Anastasio, docenti e formatori di Cittadinanzattiva, ha illustrato il percorso compiuto da molti ragazzi che saranno protagonisti, nel 2020, nelle scuole, nel ruolo di divulgatori e promotori di sicurezza, nelle vesti di Responsabili per la sicurezza degli studenti. La giornata è proseguita con altri dibattiti.
OGGI. Il Festival oggi vive la seconda giornata col tema dei borghi “dall’abbandono alla rinascita” (ore 10, sede Gssi) e la “Carta dell’Aquila-Manifesto delle città dell’Appennino” a cura del Comune (ore 10, Palazzo Fibbioni).
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