«Noi combattiamo il caporalato»
L’amministratore della Taddei: «Abbiamo troncato con quel subappaltatore»
L’AQUILA. «Sono sconvolto, ma fiducioso che tutto si chiarirà presto: quando si hanno più di 300 subappaltatori, come nel caso della Taddei spa, il rischio di incidenti di percorso è molto elevato, ma la nostra è una società che lavora in modo serio, dando lavoro a centinaia di famiglie, non è coinvolta direttamente nell’indagine e continuerà a operare normalmente attraverso amministratori muniti di appositi poteri». Lo afferma Danilo Taddei (amministratore Taddei spa), società del Gruppo Edimo.
«I nostri operai sono un valore aggiunto del Gruppo e delle sue società: alcuni lavorano con noi da più di vent’anni, li abbiamo e ce li teniamo», chiarisce. «Il caporalato è una pratica estranea ai valori di fondo della storia di Edimo, che dura dal 1969, e alle nostre logiche organizzative».
«Uno dei circa 300 subappaltatori che fin qui hanno lavorato con il gruppo, la ditta Tessitore, ha ricevuto un’interdittiva della prefettura e sta affrontando un procedimento per caporalato», rimarca Taddei. «Un istante dopo aver saputo che quell’impresa era stata oggetto del provvedimento, la Taddei spa ha risolto tutte le posizioni contrattuali in essere con questo subappaltatore Il Gruppo Edimo oggi occupa oltre 300 dipendenti in Italia, a cui si aggiungono 100 assunti nelle controllate all’estero, dove l’impresa sta portando avanti importanti iniziative, in particolare Romania, Moldova, Serbia e Libia».
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