«Noi minacciati coi fucili da banditi senza scrupoli»

30 Luglio 2018

Pescasseroli, parlano le vittime picchiate e rapinate dopo l’assalto nella villa  La caccia ai malviventi prosegue, una pista investigativa porta fuori regione

PESCASSEROLI. Non c’è ancora traccia dei ladri che, armati e a volto coperto, hanno fatto irruzione a Pescasseroli nella villa di un imprenditore romano che è riuscito a mettere in fuga i rapinatori sebbene sia stato picchiato con violenza rischiando la vita.
Notte di paura nell’abitazione di un ex amministratore del Parco nazionale d’Abruzzo (in via Benedetto Croce), che ha sorpreso due malviventi all’interno dell’abitazione e ha reagito nel tentativo di proteggere la propria famiglia composta dalla moglie, due bambini e due nonni. I ladri sono riusciti a impossessarsi di 6mila euro, frutto dell’incasso del locale di famiglia, più monili in oro, telefoni cellulari e carte di credito.
«Erano circa le 4», ha raccontato l’uomo ai carabinieri della stazione di Pescasseroli, «quando mi trovavo a letto a casa dei miei suoceri e ho sentito dei rumori. Mi sono alzato e ho visto che in casa, dentro la camera da letto dove stavo dormendo, c’era un uomo che aveva preso i miei indumenti. Allora, istintivamente, mi sono lanciato addosso a lui e l’ho bloccato, ma questi ha reagito. Nel frattempo ho visto nel soggiorno che c’era un altro suo complice e aveva la borsa di mia moglie in mano. Ho cercato di fermarlo, ma i due sono fuggiti in strada».
L’imprenditore, fuori dalla villetta, è stato aggredito da un terzo malvivente, che molto probabilmente fungeva da palo ed era in compagnia di un quarto complice. Quest’ultimo, sceso dalla macchina, ha colpito con un pugno alla gola e calci alla schiena l’ex amministratore del Pnalm, minacciandolo di morte con una pistola. «La violenza di quei colpi», aggiunge l’imprenditore romano, «mi ha fatto accasciare al suolo e quando mi sono ripreso ho visto che anche mia moglie era scesa in strada per seguirmi. I quattro rapinatori, vedendo che mi ero ripreso, hanno minacciato di spararci se non fossimo andati via. Imbracciavano fucili a pompa. Così, sotto la minaccia, ce ne siamo andati».
A questo punto i quattro rapinatori sono saliti a bordo di un’Audi di grossa cilindrata, di colore scuro, dileguandosi. Sotto choc i familiari, che hanno prestato le prime cure all’uomo poi sottoposto anche al necessario intervento degli operatori del distretto di Pescasseroli per le numerosi lacerazioni ed ecchimosi sul corpo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione guidati dal maresciallo Giuseppe Giganti, insieme all’equipaggio del Norm della Compagnia di Castel di Sangro comandato dal maresciallo maggiore Fabio Cicone.
«Sono in corso le indagini», spiega Domenico Fiorini, capitano della Compagnia carabinieri di Castel di Sangro, «che stiamo estendendo anche ai territori limitrofi».
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