«Noi, stremati dalle scosse»

Parla il primo cittadino di Campotosto, Cannavicci: «L’incubo dura da otto mesi»
CAMPOTOSTO. La paura non ha mai lasciato Campotosto. Dal 18 gennaio la normalità non è di casa nel paese sulle sponde del lago. All’alba di ieri la scossa di magnitudo 3,9 Richter (poi corretta in 3,7). Poi altre di minore entità. Si vive tutti i giorni nella consapevolezza di essere nel cuore di una delle zone a più alto rischio sismico. E in vista dell’arrivo del premier le scritte di protesta comparse mesi fa sono state “oscurate”.
Il sindaco Luigi Cannavicci, dopo i sopralluoghi tecnici, ha escluso nuovi danni. «La mia popolazione è stremata», dice, «da otto mesi di scosse». Due notti fa, le persone che vivono ancora in case in muratura si sono riversate in strada. Meno drammatica la situazione per chi vive nei moduli provvisori. Il sismologo Christian Del Pinto mette in guardia contro «gli sciamani del terremoto». «Lo stesso territorio in cui viviamo ci ricorda che non possiamo abbassare la guardia», sostiene. «Una zona sismica resta tale. Soprattutto se in essa sono presenti più sorgenti, a maggior ragione se alcune di queste ancora non si sono espresse al “meglio” delle potenzialità. Non occorre allarmare, ma essere consapevoli. Non occorre agitarsi esclusivamente durante lo sciame sismico, ma programmare attività concrete di intervento. Occorre essere coscienti che con questo fenomeno si deve convivere conoscendo i rischi reali senza continuare ad applicare la “politica dello struzzo”».
Una popolazione di 600 anime, quella di Campotosto, ridotta già di moltissimo: decine di famiglie vivono all’Aquila o altrove. Domenico Carissimi, padre di Marzia, titolare del ristorante Mausonium di Mascioni, dice: «La scossa ci ha svegliati. Uno stillicidio. Così non si può vivere né lavorare tranquilli». Per Serenella Masci del ristorante “Serena” «la sequenza è continua e si va avanti tra mille difficoltà. Qui c’è solo turismo di passaggio. Difficilmente la gente si ferma, la paura è comprensibile».
Il sindaco ricorda che il paese ha due aree di accoglienza, una nel campo sportivo di Mascioni, l’altra in località Acquasanta, già predisposta – quest’ultima – con i servizi igienici e l’energia elettrica, pronta ad accogliere eventuali strutture d’emergenza.
Quanto al piano di evacuazione, Cannavicci ricorda che Campotosto ha un piano «attivo e approvato dalla Protezione civile». Attività post-sisma: sono in approvazione le ordinanze per gli abbattimenti. La settimana prossima si dovrebbe cominciare con la rimozione delle macerie ad opera dell’Aciam e il trasferimento nella cava di Mozzano (Capitignano). Decisione che ha tenuto fuori la filiera gestita dall’Asm.
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