Non c’è il numero legale: al palo il contratto Asm

Maggioranza solo in 15, l’opposizione coglie la palla al balzo e lascia l’aula In ballo la gestione dei rifiuti e la Consulta dei negozianti del centro storico
L’AQUILA. Era un consiglio comunale atteso, nel quale si sarebbe dovuto discutere dell’istituzione della Consulta per il commercio e l’artigianato del centro storico (con il relativo regolamento) e, soprattutto, del nuovo contratto di servizio tra il Comune e l’ Asm. Invece la seduta di ieri non è nemmeno iniziata. Poco dopo le 10, il consiglio è stato sciolto dal presidente Roberto Tinari, per mancanza del numero legale. Al momento della conta, tra i banchi della maggioranza erano presenti solo 15 consiglieri. Quando la minoranza si è accorta che non erano sufficienti a garantire l’avvio dei lavori, è uscita in blocco dall’aula, costringendo Tinari a dichiarare la seduta deserta. Per il centrodestra, sono risultate decisive le assenze di Francesco De Santis e Elisabetta De Blasis (Lega), Roberto Santangelo (L’Aquila Futura), Maria Luisa Ianni e Marcello Dundee (Forza Italia) e Daniele D’Angelo (Benvenuto Presente), anche se nessuna di esse era dovuta a ragioni politiche (Santangelo, per esempio, era assente perché impegnato alla convention di Tua).
Tra gli ordini del giorno previsti, il più importante era sicuramente quello relativo al rinnovo del contratto di servizio tra Comune e Asm, per l'affidamento in house della gestione integrata del ciclo dei rifiuti urbani e dell'igiene ambientale. Per come è stato illustrato in commissione Bilancio, il contratto resterà sostanzialmente invariato rispetto al passato: 14 milioni e mezzo di euro l’anno per tre anni (2019/2021), con possibile proroga di altri due anni. Va ricordato che il precedente contratto è già scaduto e che attualmente si sta andando avanti in regime di prorogatio. Nel frattempo, uno studio della Uil ha certificato che L’Aquila è il capoluogo di provincia abruzzese dove si paga la Tari più alta. Negli ultimi cinque anni, la tassa sui rifiuti è aumentata del 17%. L’impennata si è avuta nel 2016, sotto il governo di centrosinistra.
La Consulta per il commercio e l’artigianato del centro storico, invece, dovrebbe servire, negli intendimenti della giunta, a creare un luogo di confronto permanente tra le associazioni di categoria e l'amministrazione comunale. I suoi compiti principali dovrebbero essere: fornire al consiglio comunale indicazioni utili alla soluzione dei problemi che ostacolano lo sviluppo delle attività produttive; formulare proposte di piani e programmi di azione; collaborare attraverso l’espressione di pareri e la formulazione di proposte; realizzare iniziative comunali in materia.
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