Non c’è più foraggio, crisi tra gli allevatori: «Perdite del 50-60%»

4 Agosto 2023

Le piogge e il caldo torrido hanno portato alla grave carenza Confagricoltura: «Costretti a comprarlo a prezzi altissimi»

AVEZZANO. La pioggia prima e il caldo dopo mettono in crisi la zootecnia e il foraggio scarseggia. Che la situazione per gli allevatori quest’anno sarebbe stata difficile lo si era capito già all’inizio dall’estate quando non si riusciva a entrare nei campi per falciare e il grano stava in una fase di maturazione troppo avanzato. Archiviate poi le problematiche relative alle eccessive piogge sono iniziate quelle per il caldo torrido che hanno costretto gli allevatori a irrigare in continuazione per poter raccogliere qualcosa. Il risultato finale è che c’è poco prodotto e di scarsa qualità a causa del quale quest’anno per dar dare mangiare agli animali bisognerà acquistare foraggio in quantità massiccia. «Nei Piani Palentini come nel Fucino e nel resto del territorio c’è stata una perdita eccessiva a causa del tempo», ha spiegato Erminio Pensa, presidente di Confagricoltura giovani, «parliamo di una perdita del 50 - 60% nelle zone pianeggianti, mentre nelle zone collinari, dove la terra drenava di più, circa 30%. Normalmente con un ettaro di grano tenero di facevano 50 - 60 quintali, oggi arriviamo a 25 quintali. Inoltre anche per il grano duro abbiamo avuto perdite altissime, anche oltre 60%. Per non parlare, poi, della qualità che è scesa tantissimo sia per il peso specifico sia per le proteine che sono sotto al 10%». Per cercare di raddrizzare il tiro e riuscire a portare in stalla qualcosa gli allevatori hanno fatto ricorso anche al mais, ma anche in questo caso il risultato non è stato dei migliori. «Abbiamo seminato il mais facendo una lotta contro il tempo», ha continuato Pensa, «però per portarlo a maturazione dobbiamo irrigare quotidianamente e anche in questo caso il risultato non sarà dei migliori. Alla fine il foraggio bisognerà comprarlo e i prezzi sono già altissimi oltre 5 euro al quintale, quando normalmente si pagava 3.50 euro». La situazione non è migliore per chi alleva ovini ed è al momento sulle montagne. «La produzione dei cereali è almeno del 30% in meno rispetto allo scorso anno a causa della pioggia e il fieno non è di qualità», ha affermato l’allevatore Tiziano Iulianella, «le montagne sono secche e gli animali hanno difficoltà. Tra l'altro non si può scendere dalla montagna prima di 90 giorni secondo quanto previsto dalla monticazione, ormai è tutta una spesa. Oggi vediamo la Transumanza sponsorizzata ovunque, ma alla fine ci sono solo 100mila pecore in tutta la regione e l’Abruzzo e se le cose continuano così saranno sempre meno».
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